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Assessore Minutoli: Ordinanza sindacale per le misure di prevenzione contro gli incendi boschivi [TUTTI I DETTAGLI]

È stata pubblicata l’ordinanza sindacale relativa alle misure di prevenzione contro gli incendi boschivi e di interfaccia per l’anno 2019. L’assessore alla Protezione Civile Massimiliano Minutoli, in una nota, ha sottolineato: “A seguito della riunione convocata in Prefettura a cui hanno partecipato tutti i Comuni, gli Enti parchi e quelli preposti alla lotta agli incendi boschivi, è stato affrontato il tema degli incendi di interfaccia per la cui prevenzione il Comune di Messina si è subito attivato a redigere l’ordinanza sindacale che quest’anno ha subito variazioni rispetto a quella dell’anno precedente. Il primo piano di prevenzioni incendi, che risaliva al 2011, è stato aggiornato nel 2018 dopo l’introduzione della nuova normativa della legge n. 1 del 2 gennaio 2018, e quest’anno è stato necessario adeguare il testo dell’ordinanza sindacale alle direttive impartite dalla Prefettura e dal Ministero dell’Interno. Il Comune di Messina sta già avviando le procedure per valutare la convenzione con le associazioni di volontariato in considerazione del fatto che da quest’anno è dotato di un mezzo antincendio consegnato in comodato d’uso dalla Regione Siciliana che potrà essere utilizzato in caso di incendi. A Messina il volontariato è inoltre in possesso di un ulteriore modulo antincendio che fa parte della colonna mobile, assegnato all’associazione “Mari e Monti”, che sarà a disposizione delle attività di prevenzione e quindi il Comune potrà avvalersi di due moduli antincendio a supporto dei vigili del fuoco laddove richiesti. Tutto questo – ha concluso Minutoli – rappresenta un momento di crescita per la struttura della Protezione Civile che ritorna di nuovo a dotarsi di mezzi antincendio che coprono la città a nord e a sud che nel 2014 erano stati ritirati dalla Regione che ne aveva sospeso il comodato d’uso alle associazioni penalizzando il volontariato cittadino”. Il piano di prevenzione incendi ha l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini all’osservanza di alcune norme comportamentali: avvertire in caso di avvistamento incendio il Numero Unico Emergenze (112); il Corpo Forestale della Regione Siciliana (1515); il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco (115); la Centrale di Polizia Municipale (090-771000); il dipartimento comunale di Protezione Civile (090 22866); il dipartimento regionale di Protezione Civile – Sala Operativa Regionale SORIS (800404040). L’ordinanza sindacale dispone che, da sabato 1 giugno al 30 settembre, in prossimità di boschi, terreni cespugliari e nei terreni agricoli all’interno dell’intero territorio comunale, è fatto (salvo diverse e specifiche autorizzazioni rilasciate da organi competenti, e quanto in seguito precisato a proposito dei residui vegetali agricoli e forestali provenienti da sfalci, potature e ripuliture) il divieto assoluto di accendere fuochi, fare brillare mine, usare apparecchi a fiamma libera o elettrici per tagliare metalli; usare motori, fornelli inceneritori che producono faville o brace; fumare, gettare mozziconi di sigarette dai veicoli in transito sulle strade o compiere ogni altra operazione che possa creare pericolo immediato d’incendio; di usare fuochi d’artificio, in occasione di feste e solennità, in aree diverse da quelle appositamente individuate; di bruciare stoppie, materiale erbaceo, sterpaglie, residui di potature, di giardinaggio o usare sostanze infiammabili nelle aree suddette; di compiere ogni operazione che possa creare pericolo immediato di incendio. Si ordina inoltre ai proprietari e/o detentori a qualsiasi titolo dei fondi incolti di provvedere alla costante pulizia dei terreni specie quelli incolti e adiacenti le reti viarie di trasporto che rappresentano un serio e tangibile pericolo per la propagazione degli incendi; sempre da sabato 1 giugno al 30 settembre è assolutamente vietato accendere fuochi; previa comunicazione al Distaccamento Forestale competente per territorio, è consentita la combustione di materiale agricolo e forestale proveniente da sfalci, potature o ripuliture secondo i seguenti accorgimenti: la combustione controllata deve essere effettuata in aree distanti da zone cespugliate e/o arboree in piccoli cumuli, nelle prime ore della giornata dalle 5 alle 9; dall’accensione alla fase dello spegnimento, il fuoco deve essere costantemente vigilato fino alla completa estinzione di focolai e braci; possono essere destinati alla combustione all’aperto cumuli vegetali in quantità giornaliere non superiore a 3 metri cubi (vuoto per pieno) per ettaro di materiale agricolo e forestale derivante da sfalci, potature e ripuliture, è comunque vietata l’accensione di fuochi nelle giornate calde particolarmente ventilate soprattutto nei casi di venti provenienti da sud – est (scirocco). Nelle zone boscate e nei pascoli, i cui soprassuoli siano stati percorsi dal fuoco, vigono i divieti di cui all’art. 10 della legge 353/2000 (legge quadro in materia di incendi boschivi) e nello specifico in tali zone per 15 anni non è possibile variare la destinazione d’uso; per 10 anni non si possono realizzare edifici e/o strutture e infrastrutture finalizzate ad insediamenti civili e attività produttive; per 5 anni non si possono effettuare attività di rimboschimento di ingegneria ambientale sostenute con risorse finanziarie pubbliche. Nei soprassuoli delle zone boscate percorse dal fuoco sono inoltre vietati per 10 anni il pascolo e la caccia. I soprassuoli percorsi dal fuoco sono censiti tramite apposito catasto incendi con le conseguenti imposizioni dei divieti e delle prescrizioni di cui all’art. 10 della legge 353/2000. In caso di trasgressione al divieto di pascolo su soprassuoli delle zone boscate percorsi dal fuoco, si applica una sanzione amministrativa per ogni capo non inferiore a 31 euro e non superiore a 62; nel caso di trasgressione al divieto di caccia, una sanzione amministrativa non inferiore a 207 e non superiore a 413 euro; la trasgressione al divieto di realizzazione di edifici e/o strutture e infrastrutture finalizzate ad insediamenti civili e attività produttive su soprassuoli percorsi dal fuoco è punita con la sanzione penale prevista dall’art. 20, comma 1, lett. C, della legge n. 47185 e s.m.i. (arresto sino a 2 anni e ammenda da un minimo di 15.493 ad un massimo di 51.645 euro). Il giudice nella sentenza di condanna dispone la demolizione dell’opera ed il ripristino dello stato dei luoghi a spese del responsabile. I soggetti inadempienti saranno responsabili dei danni che, a seguito di incendi, si dovessero verificare a carico di persone e/o beni mobili ed immobili per l’inosservanza dell’ordinanza e, conseguentemente, deferiti all’autorità competente ai sensi degli artt. 423,423 bis, 449 e 650 del Codice Penale, che prevedono condanne fino alla reclusione a 10 anni, salvo le ulteriori conseguenze derivanti dal verificarsi dell’evento di danno ovvero concorso danno. Risponde penalmente sia chi cagiona l’incendio sia il proprietario e l’eventuale conduttore del soprassuolo. Nei casi di inosservanza, da parte di proprietari e/o conduttori dei fondi, dell’obbligo di provvedere alla costante pulizia dei terreni e dei campi specie di quelli incolti e adiacenti le reti viarie di trasporto che rappresentano un serio e tangibile pericolo per la propagazione di incendi, verrà attuato il potere sostitutivo realizzando la pulizia dei terreni e/o dei campi incolti e abbandonati, addebitandone i relativi oneri economici a carico dei proprietari inadempienti.

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