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Come “Montagne Russe”, l’amore del soggetto Borderline ed i consigli della psicologa

“Credo che amare un borderline sia come stare sulle montagne russe, con salite e discese ripide, al limite del cardiopalma, con la paura di cadere nel vuoto”, la Dott.ssa Ines Catania, psicologa con queste parole fornisce un’analisi lucida delle modalità di relazionarsi e di amare di un soggetto con disturbo di personalità borderline.

“Per un border amare significa farsi male, perché ha imparato che le emozioni possono essere piume ma anche coltelli e che spesso chi ci ama li usa entrambi nello stesso momento.”

I border trasportano questi schemi di relazione deprivanti, abusanti, evitanti e ambivalenti nelle relazioni di coppia in età adulta.

Chi non subirebbe il fascino di una bellissima donna fragile in difficoltà che sa farti sentire speciale ed unico, che pende dalle tue labbra, che sa guardarti dentro come nessuno mai, che sa usare il suo corpo e la sua sessualità come armi? Chi non si innamorerebbe di chi sa sognare, di chi vive la vita attimo per attimo, di chi sa toglierti il fiato con un sorriso e chi non perderebbe la testa per un bellissimo tenebroso e misterioso ragazzo controverso, per un artista, un musicista, un poeta, chi non sentirebbe di voler salvare un’anima spezzata, di riabilitarla, di aiutarla a volare? dopotutto chiedono solo amore! e con l’amore ogni ferita può guarire.

L’amore è la medicina per ogni malattia.

“Certo.. a meno che per qualcuno non sia proprio l’amore la medicina che lo cura e nel contempo la malattia mortale da curare.”

I border hanno questa visione dell’amore: lo necessitano, lo chiedono, ma se lo ricevono si sentono in colpa e devono distruggere il legame e la persona che asserisce di amarli, perchè non è possibile che loro siano degni di amore e che al mondo possa esistere qualcuno capace di amare gli altri.

I border sanno trascinare l’altro in un vortice di emozioni intense e spesso i loro amori iniziano in modo travolgente, passionale e romantico.

Quando i soggetti con personalità borderline si sentono amati o vedono la possibilità di sentirsi amati si mostrano fragili, distaccati, diffidenti e appaiono persone bisognose di cure, attenzioni, ma quando si legano ad una persona che si mostra in grado di accoglierli emotivamente ed affettivamente (che sia un partner, un amico, un medico..) iniziano a temere l’abbandono, sia reale che immaginario ed a comportarsi come se l’altro le stesse già abbandonando, ecco quindi che il loro umore cambia sensibilmente ed esplode la rabbia intensa e feroce. Insieme alla rabbia cambia in modo drastico e repentino anche la visione che il border ha di se stesso e degli altri ed ecco che il/la suo/a amante salvatore/salvatrice diviene immediatamente un bastardo e cinico traditore che vuole lasciarla/o.

Un border non conosce vie di mezzo, se si sente solo o teme l’abbandono, perde completamente la razionalità e diventa gravemente impulsivo, perde lucidità fino a credere che qualcosa che teme sia realmente accaduto (paranoie, deliri..).

TU MI AMI E IO DEVO DISTRUGGERTI/DISTRUGGERMI

I border riservano a coloro che li amano gli attacchi più crudeli, perchè paradossalmente più sono felici e si sentono amati, più hanno paura.

Odiano in primis se stessi, per cui non possono accettare che qualcuno li ami e per questo se vivono una relazione stabile (raramente ci riescono) questa è perennemente messa a repentaglio dai loro continui attacchi al legame e dall’ossessività con cui si concentrano sul partner e sulle sue mancanze nei loro confronti.

Chi li ama, deve superare costantemente delle prove e deve amarli così come sono, nel loro lato peggiore, deve dare continua prova di fiducia e per questo la relazione di coppia è costantemente minacciata dai loro attacchi distruttivi; il border vede l’amore come qualcosa di cui non ci si può fidare, ma nel contempo, se l’altro lo vuole lasciare, sfinito dalla sua distruttività, si accanisce ferocemente per non essere abbandonato.

Per poter tenere il legame sotto costante accusa, i border si concentrano sui lati negativi del partner accusandolo costantemente di mancanze affettive oppure interpretano eventi e comportamenti in modo distorto, attribuendo agli altri intenzioni malevole e nel frattempo si mantengono sulla difensiva attaccando prima di essere attaccati, ferendo l’altro prima che l’altro ferisca te.

I border non si fidano di nessuno, in primis di chi li ama e li accudisce.

Sono sensibili, ad un livello estremo, sognano un amore idilliaco e simbiotico, ma se lo vivessero si sentirebbero soffocare e quindi sono in perenne conflitto tra essere fagocitati o scappare.

Hanno un grande vuoto, una ferita inguaribile, ma quando si sentono amati si rendono conto paradossalmente di quanto questa voragine sia enorme, ricevere amore diviene per loro necessario, ma nello stesso tempo doloroso e per questo sono sempre in collera e pronti a ferire l’altro.

L’amore che ricevono non è mai sufficiente, non si è mai fatto abbastanza per loro.

C’è sempre bisogno di avere qualcuno o qualcosa in più; la loro fame è inesauribile, di persone, di emozioni, di vita, di cibo, di esperienze.

La relazione con un border è una relazione intensa, emozionante, ma spesso distruttiva e pericolosa, che lascia l’altro partner svuotato, impotente di fronte ai continui attacchi del partner.

I border minacciano costantemente il legame per distruggerlo, ma anche per metterlo “alla prova” e quando questo accade, la loro rabbia distruttiva si riversa sull’oggetto d’amore perduto, che nell’esatto momento in cui si libera, diviene la conferma delle sue paure. “Ho cercato l’abbandono e tu me l’hai dato, per questo io ti odio, non hai superato la prova d’amore più grande, non sei la “madre totalmente buona e infaticabile” di cui io avevo bisogno, non sei la persona che mi ha aiutato a riscattarmi delle ferite della vita, sebbene lo avevi promesso, sei un traditore, non sei restato nonostante tutto, ma io ho bisogno di te e devo riaverti, a costo di distruggere la mia vita e la tua“.

USCIRE DALLA RELAZIONE CON UN BORDER GRAVE

I border sono autodistruttivi e dopo la fine di una relazione emergono in loro anche tratti ossessivi e persecutori.
Non si arrendono e continuano ad accusare l’ex partner, alternano momenti di odio e disprezzo ad altri di disperata ricerca di riconciliazione. Spesso minacciano la loro incolumità (suicidio) oppure quella del partner.

Per questo se ci si trova in una relazione così distruttiva è consigliabile rivolgersi a un terapeuta per cercare di uscirne in modo indolore sia per il partner “sano” che per il border.

L’ideale sarebbe che lentamente il border si distacchi in modo che non si senta abbandonato drasticamente e/o che possa attribuire la fine della relazione a cause esterne o che sia lui/lei stessa in primis a volerla interrompere.

In ogni caso se siete in relazione con un border grave o siete un border e volete cercare di uscire da questa spirale emotiva distruttiva, migliorare la vostra capacità di relazionarvi, rivolgetevi con estrema urgenza a uno psicoterapeuta di zona.

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