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Come vive il soggetto borderline il rapporto di coppia: ecco cosa dice la psicologia

Il disturbo borderline di personalità è un disturbo di personalità le cui caratteristiche essenziali includono la paura del rifiuto, l’instabilità nelle relazioni interpersonali, nell’immagine di sé, nell’identità e nel comportamento. Possono essere presenti ira incontrollabile, depressione e, più raramente, mania. Tali comportamenti sono presenti fin dall’adolescenza e si manifestano attraverso una varietà di situazioni e contesti.

Il disturbo borderline spesso viene associato a eventi traumatici subiti nell’infanzia ed è fondamentalmente un disturbo della relazione, che impedisce al soggetto di stabilire rapporti di amicizia, affetto o amore stabili nel tempo. Si tratta di persone che trascorrono delle vite in uno stato di estrema confusione ed i cui rapporti sono destinati a fallire o risultano emotivamente distruttivi per gli altri.

Il disturbo borderline di personalità spesso non viene neanche riconosciuto come un disturbo specifico e viene usato come “contenitore” in cui inserire tutti quei casi non meglio diagnosticabili in altro modo. In realtà il disturbo borderline presenta delle caratteristiche specifiche ben note.

Sintomi del disturbo borderline di personalità

Secondo il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, ci sono alcuni elementi che dovrebbero essere considerati un campanello d’allarme!! Avere 5 o più di queste condizioni è un criterio per prendere in considerazione l’ipotesi di un disturbo borderline di personalità. Questi elementi sono:

  1.  Sforzi disperati di evitare un reale o immaginario abbandono.
  2.  Un quadro di relazioni interpersonali instabili e intense, caratterizzate dall’alternanza tra gli estremi di iper-idealizzazione e svalutazione.
  3.  Alterazione dell’identità: immagine di sé e percezione di sé marcatamente e persistentemente instabili.
  4.  Impulsività in almeno due aree che sono potenzialmente dannose per il soggetto come ad esempio spendere eccessivamente, promiscuità sessuale, abuso di sostanze, guida spericolata, abbuffate, ecc.
  5.  Ricorrenti minacce, gesti, comportamenti suicidari, o comportamento automutilante.
  6.  Instabilità affettiva dovuta ad una marcata reattività dell’umore (per es., episodica intensa disforia, irritabilità o ansia, che di solito durano poche ore, e soltanto raramente più di pochi giorni).
  7. Sentimenti cronici di vuoto.
  8. Rabbia immotivata e intensa o difficoltà a controllare la rabbia (per es., frequenti accessi di ira o rabbia costante, ricorrenti scontri fisici).
  9. Ideazione paranoide, o gravi sintomi dissociativi transitori, legati allo stress.

Come vive il borderline il rapporto di coppia: ecco cosa dice la psicologia

La psicologia dimostra quanto sia difficoltoso costruire una relazione stabile e “sana” per il partner borderline, ovvero una persona che ha imparato ad aspettarsi un esperienza di allontanamento e abbandono da parte di persone care.

Nel momento in cui la personalità borderline in amore inizierà a percepire un legame con l’altro, tenderà a boicottare la relazione in tutti i modi per difendersi da una aspettativa traumatica di abbandono.

Penserà quindi che la storia non potrà funzionare, che non avrà futuro fin dal principio, che è necessario “mettere alla prova” l’altro con atteggiamenti disfunzionali come:

  1. Gelosia smisurata e disfunzionale finalizzata a dover necessariamente trovare uno stimolo che confermi l’idea che il partner non lo ama;
  2. Atteggiamenti autosabotanti da parte del partner borderline come il creare un legame viscerale e, nel momento in cui la relazione inizia a concretizzarsi, mettere in atto atteggiamenti disfunzionali quali un tradimento, un allontanamento improvviso e non giustificato, atteggiamenti ambivalenti ed ambigui al fine di aspettarsi un abbandono e un rifiuto da parte del partner;
  3. Richiesta di attenzioni e cure da parte del partner con atteggiamenti disfunzionali quali manifestazioni violente, autolesive, tentativi suicidari, per cercare una dimostrazione di amore da parte del partner uguale a quella appresa durante l’infanzia (se sono malato e soffro, ricevo attenzione e amore).

I soggetti con personalità borderline sono manipolativi?

Manipolare significa far sì che l’altro venga dalla tua parte e che, quindi, sia portato a fare ciò che tu gli chiedi, o gli chiederai, facendo prima calare le sue difese o resistenze, o creando degli entusiasmi nei tuoi confronti che possano motivare favori o simpatie generali.

Il soggetto borderline intelligente riesce a capire in particolare cosa gli altri vogliono da lui, ma soprattutto è emotivamente distaccato, non prova imbarazzo e vergogna o tende a evitare di viverli, cosicché riesce a provocare nell’altro alcune reazioni che desidera. Si propone in maniera corretta per chiedere cose non corrette, si propone in maniera favorevole per avere la possibilità di ferire o ferisce per avere la prova della fedeltà altrui, instilla un senso di colpa e poi minaccia per essere assecondato, utilizza ciò che ha chiesto come base per attaccare chi glielo ha concesso. Dichiara di aver bisogno dell’altro per poi accusarlo di insufficiente attenzione, o addirittura per imporre poi le sue volontà, cosicché l’altro non possa opporsi senza mettere in pericolo la propria stessa funzione di “sostegno” e riferimento.

Qual è lo strumento di manipolazione più comune?

Uno degli strumenti di manipolazione, ad esempio, è costituito dalle bugie. E’ facile che, in un determinato lasso di tempo, un soggetto borderline ricorra a bugie contraddittorie sugli stessi fatti. Inoltre, di solito, il piglio manipolativo si fa sempre più contradditorio, cosicché la persona si ritrova ad affermare cose fasulle, negare ciò che ha fatto, non attuare ciò che gli si chiede, nello stesso momento in cui dichiara o pone le condizioni per risultare bisognoso d’aiuto.

Gesti come i tentativi di suicidio possono essere un caso estremo di manipolazione.

Cura del disturbo borderline

Il trattamento del disturbo borderline di personalità prevede necessariamente una psicoterapia strutturata, meglio se di orientamento cognitivo-comportamentale.

Di primaria importanza è interrompere i comportamenti aggressivi o autolesivi, che spesso esitano in ospedalizzazioni d’urgenza. Una volta ridotti i comportamenti problematici a rischio, l’intervento si sposta sulle grosse difficoltà di queste persone nel mantenere una rappresentazione stabile e integrata di sé e dell’altro.

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