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De Luca: “Agenzia per il risanamento, se non passa mi dimetto”

Scontro in serata in consiglio comunale, il tema è quello sul quale il sindaco De Luca ha investito le sue energie, ovvero lo sbaraccamento della città e che come primo passo prevede la creazione dell’ Agenzia per il risanamento, proprio su questa nasce lo scontro in aula, il sindaco infatti è convinto di avere risposto ampiamente alle domande dei consiglieri e di avere dato informazioni esaustive sulla forma statutaria dell’agenzia, sulla nomina del consiglio d’amministrazione e sulla dotazione finanziaria del nuovo organismo, mentre i consiglieri nei loro interventi in aula fanno capire che ancora non ci sono i presupposti per votare la creazione dell’agenzia e prendono tempo. Proprio il tempo è quello sul quale il primo cittadino non ha intenzione di trattare, infatti aveva indicato come scadenza il 31 agosto, che è ormai trascorso fra le incertezze dei consiglieri senza nemmeno una delibera, bloccando cosi al momento la possibilità di dichiarare lo stato di emergenza, che sbloccherebbe ulteriori fondi.

Ha atteso due ore il sindaco nelle quali gli interventi da parte dei consiglieri sono stati tutti all’insegna del temporeggiamento, poi De Luca si è alzato ed ha rivolto ai componenti del consiglio comunale parole di fuoco “Abbiamo già speso 10mila euro per discutere del nulla, e non so quanto continueremo a parlare del nulla e a spendere soldi. Mi sono esposto in una maniera incredibile, quest’aula non si può permettere di diffidare nè sul contenuto nè sulle carte”, a queste parole la risposta immediata del presidente del consiglio comunale Claudio Cardile “Il consiglio comunale ha la sua autonomia ed ha facoltà di richiedere chiarimenti prima di una votazione”.

A questo punto il sindaco ha lasciato l’aula dicendo: “Sento parlare di questioni tecnico-contabili: non ci sono dubbi sulla norma, ma davvero pensate che mi faccia trascinare dal fare politica? Ho fretta di dare risposta alla città, altrimenti preferisco tornare a fare il deputato”. 

Tutto rimandato adesso al 5 settembre, mercoledì prossimo, quando il consiglio si riunirà nuovamente per discutere la delibera e per sapere in quella data se Messina avrà l’Agenzia per il Risanamento oppure un sindaco dimissionario.