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Donna Borderline e Narcisista a confronto, ecco somiglianze e differenze

Il disturbo di personalità borderline e quello narcisistico sono due dei disturbi del cosiddetto Cluster B ovvero quei disturbi mentali che si distinguono per pensieri e comportamenti disadattivi che causano disagio a chi ne soffre e che si caratterizzano per le condotte di comportamento drammatiche, emotive o eccentriche e sono spesso considerati i peggiori dell’intero spettro del Cluster medesimo.

Nella donna borderline coesiste spesso narcisismo, ma al 60% anche dissociazione e personalità frammentata, inoltre in alta percentuale anche bipolarismo. Il soggetto borderline nei sintomi risulta più devastato psicologicamente del narcisista in quanto nello stesso i maltrattamenti sono iniziati in un’età al di sotto dei 4 anni, solitamente avendo subito ambivalenza affettiva da madre bipolare, per cui alternanza di abusi e comportamenti accudenti a intermittenza.

La donna narcisista normalmente non è stata abusata, ma iperprotetta e foraggiata di attenzioni, per cui è cresciuta convinta che tutto le sia dovuto, il suo è un narcisismo causato dal non avere un riferimento interno del proprio valore.

Sono entrambe delle eccezionali simulatrici, ma hanno scopi totalmente differenti:

L’immagine esteriore e la cura del corpo

  • La narcisista è sempre elegante e si mette in mostra, è convinta di essere la migliore e la più bella anche quando questo non corrisponde alla realtà, la sua è una convinzione di superficie del SuperIo perché il subconscio pensa l’esatto opposto e deve essere soffocato costruendo sovrastrutture di grandiosità e megalomania, che nelle donne risultano meno marcate che negli uomini. L’uomo vuole essere visto come il Dio dell’Universo, la donna si accontenta del suo piccolo universo femminile fatto di apparenze, moda e bellezza.
  • La borderline invece si trascura, tende a non mettersi in mostra e quando ha periodi di depressione, crea dipendenze dal cibo e da abbuffate, pertanto una discreta percentuale di borderline sono sovrappeso o obese.
    La borderline manifesta alterni sentimenti contrastanti su se stessa, a volte prevale il narcisismo e si crede chissà chi, altre volte ha una svalutazione esagerata di sé percependosi una nullità.

Una piccola percentuale di donne borderline si automutila sostanzialmente per due motivi, ricollegarsi col corpo che non percepisce più fisicamente, o soprattutto attrarre l’attenzione dei congiunti che la ignoravano emotivamente.

La narcisista non si mutila, e non ha mai comportamenti deleteri per la sua bellezza o la sua immagine

La seduzione

  • La narcisista seduce per rinnovare il sentimento di grandiosità ricercando persone che all’apparenza sono grandiose come loro, adulandole e desiderando reciproca adulazione.
  • La borderline seduce perché ha disperato bisogno di amore, e vorrebbe tanto sentirsi normale, bella e seduttiva.

La narcisista ha bisogno dei complimenti e se li fa è finalizzato poi ad uno scambio, la borderline fa lei i complimenti per esaltare la sua vittima e poi averne in cambio attenzioni.

La narcisista manca totalmente di empatia sia emotiva che cognitiva. Gli altri sono solo oggetti o comparse nel teatro della vita dove lei è la protagonista.

La borderline ha una forte empatia emotiva, ma manca di empatia cognitiva. Cioè non percepisce i bisogni fisici e pratici degli altri invece ne comprende le sofferenze interiori. Anche la borderline reifica la vita umana, ma è anche capace di grande amore e sentimenti per un compagno nelle prime fasi dell’innamoramento o per un figlio che però viene sempre inteso come oggetto edipico e prolungamento di se stessa.

I figli

La narcisista compra pochi giocattoli ai figli ma preferisce spendere di più per se stessa. Se compra qualcosa è in funzione col ruolo sociale che il figlio deve ricoprire che farà ricadere una immagine positiva sulla madre. In pratica ti vesto bene e ti compro cose di lusso perché così penseranno che anche tua madre è una persona di lusso.

La borderline ricopre di attenzioni e giocattoli il figlio a volte anche trascurando se stessa.

  • La borderline può arrivare a depravazione e incesto coi figli maschi. O trasformano in una loro versione in miniatura le femmine.

La narcisista ha meno depravazioni, e comunque deve costruire un figlio in linea con la sua percezione di grandiosità.

  • Entrambe divorano e sono fagocitanti coi figli.

Ma per la narcisista il figlio deve rispecchiare la grandiosità, per la borderline, deve sopperire ai suoi bisogni di amore, per cui la borderline gli impedisce di crescere emotivamente per quanto possibile. Se non ci riesce cerca di averne altri, anche molti. Per avere riserve fresche di attenzioni amorevoli come solo i bambini sanno dare.

Il sesso e il tradimento

  • Entrambe hanno promiscuità sessuale.

La narcisista però è più traditrice, nel momento in cui il partner non la adula più come lei vorrebbe, e cerca altri adulatori.

La borderline ha invece una dipendenza dal sesso come strumento di godimento personale. Per cui arriva alla promiscuità anche spinta, fino anche a farsi coinvolgere in orge. E ha scarsa attenzione per le malattie sessuali o gravidanze indesiderate. Si stufa del sesso sempre uguale e cerca emozioni maggiori, ricercando estremi anche con altri uomini o sesso di gruppo.

Entrambe sono scisse, ossia vedono gli altri in bianco e nero, buoni o cattivi, e li passano da un estremo all’altro repentinamente. Ma nella borderline questo meccanismo è più marcato, più repentino.

Problemi del sonno

  • Entrambe narcisista e borderline nella letteratura medica hanno alta percentuale di disturbi del sonno.

La violenza.

  • La narcisista raramente è violenta fisicamente. Preferendo sempre quella psicologica sotto forma di manipolazione e sottile umiliazione dell’altro.
  • La borderline essendo emotivamente molto instabile arriva spesso alle mani, con pugni, calci. Oppure aggressività passiva, dove si altera urla, blatera, salvo poi far credere che il cattivo è il partner che la fa arrabbiare e stare male. E ciò per cose futilissime come un commento negativo su un cibo che lei ha cucinato, o una battutina di scherzo.

Con entrambe le personalità bisogna sempre stare attenti, stare zitti o pesare attentamente le parole. Perché entrambe hanno paranoie autoreferenziali, e riescono a riportare ad un attacco personale anche consigli semplici come quello di acquistare vestaglie colorate. Per loro è come dirle che fino ad ora si erano vestite da pezzenti, e vanno su tutte le furie.

Entrambe necessitano di molti complimenti, attenzioni, piccoli regali. Specie la borderline. Ma nel momento in cui ci si dimentica iniziano attacchi, litigi, rappresaglia.

Il partner

  • Il partner di entrambe vive come sulle montagne russe, ed è un continuo alternare litigi a periodi di discreta stabilità.

Ma è la borderline la più problematica da questo punto di vista.
Cambia di umore repentinamente a distanza di poche ore o minuti.
E le borderline dissociate non cambiano solo di umore ma di personalità, per cui si può andare a dormire con una donna, e risvegliarsi al mattino con una bambina di 5 anni sadica e viziata che inizia a litigare per cose futili o capricci non esauditi.

  • I sentimenti di entrambe non sono sinceri. Sono simulatrici. Tutti i loro sentimenti sono falsi e opportunistici.

Conclusioni

Oggi le tecniche terapeutiche esistono e possono dare a queste persone un minimo di vita normale, ma la guarigione totale è un miraggio per entrambe le categorie. Non puoi sostituire una personalità malata con un’altra come farebbe un miope con gli occhiali. Per cui le persone che guariscono sono il 3–5%.
Il borderline è un caso particolare, perché se i maltrattamenti sono cominciati sotto i 4 anni, quindi non c’è speranza, perché sotto quell’età c’è poca o nulla memoria degli eventi. Ma solo una memoria emotiva. E se non ci sono ricordi non si possono rivivere per risolvere i traumi.

Le narcisiste invece quando fanno terapia, è solo perché spinte da qualcuno ed in larga percentuale utilizzano l’esperienza terapeutica per conoscersi e camuffarsi meglio.

Le borderline invece abbandonano spesso la terapia per il dolore che questa gli procura, per cui familiari o terapeuta le devono rincorrere per convincerle a continuare spesso senza successo.

  • La terapia su entrambe le categorie solitamente non ha effetti se non dopo un minimo di 2–3 anni di analisi e crea un cambiamento socialmente accettabile soltanto intorno al 5°anno, risultando difficile e molto costoso e chiaramente non alla portata di tutti.