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Il patrimonio culturale: un filo che unisce i popoli d’Europa

Si è tenuta  presso l’Aula O. Buccisano del Dipartimento di Scienze Politiche e Giuridiche, la giornata conclusiva di un convegno intitolato: “Tutela e valorizzazione del patrimonio culturale europeo”. L’iniziativa, svoltasi in due giornate ed in altrettante sessioni, ha visto la partecipazione, tra gli altri, del Prorettore Vicario, prof. Giovanni Moschella, del Direttore del Dipartimento SCIPOG, prof. Mario Calogero e del Responsabile scientifico del Centro di documentazione europea di Unime, prof. Michele Messina. La sessione inaugurale è stata presieduta dalla prof. ssa Lina Panella, mentre il prof. Dario Caroniti ha moderato la tavola rotonda introdotta dalla prof.ssa Daniela Novarese. Numerosi docenti, provenienti da vari Atenei italiani, hanno delineato il percorso che fa della tutela e della valorizzazione del patrimonio culturale un valore aggiunto sia in ambito universitario che sociale.

“Il convegno – ha dichiarato il Prorettore Vicario –  si inserisce in un contesto in cui le dinamiche europee attuali non sono tra le più felici, ma offre indubbiamente spunti rilevanti focalizzandosi su un tema particolarmente significativo, ovvero, la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale europeo. L’auspicio, condiviso anche dal Rettore, è quello che l’attività del Centro di Documentazione dell’Università possa intensificarsi ulteriormente nel tempo”.

“I Centri di Documentazione Europea – ha aggiunto il prof. Calogero – hanno lo specifico compito di promuovere la ricerca e la valorizzazione dell’immenso capitale culturale d’Europa. Il tema del convegno è molto importante perché ci permette di riflettere sull’eredità europea che si è stratificata nei secoli, solcando l’anima del Continente. La crisi indica un momento di passaggio da una fase ad un’altra e non deve essere, necessariamente, interpretata in accezione negativa; in tal senso, custodire e valorizzare il patrimonio culturale europeo, anche per il bene delle future generazioni, vuol dire salvaguardare il filo conduttore che unisce, sotto vari punti di vista, i popoli europei”.

L’iniziativa – ha commentato il prof. Messina -si inserisce nell’ambito dell’Anno europeo dell’Eredità culturale e abbiamo deciso, anche per questa ragione, di suddividere l’evento in due sessioni: la prima puramente accademica e la seconda rivolta principalmente all’indagine sulla realtà locale e su coloro che la vivono ed animano ogni giorno. La motivazione di questo convegno risiede, certamente, nel fatto che il patrimonio culturale europeo rappresenta un veicolo di sviluppo, di non poco conto, sia in ambito localizzato che nazionale e continentale”.