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Incremento orario di lavoro in ATM, Cisl Messina: il “Salva Messina” produce i primi risultati concreti per i lavoratori.

Oggi, In assemblea con i lavoratori, Il Sindaco De Luca, Il CdA e la Direzione ATM hanno annunciato l’incremento delle ore lavorative per 120 dipendenti, da 30 a 36 ore settimanali. La buona notizia arriva dopo i numerosi tavoli di trattativa aziendale ove CISL, FAISA, UGL e ORSA hanno rivendicato con fermezza l’applicazione di quanto sottoscritto con il Sindaco in sede di “Salva Messina” che, fra l’altro, prevede orario di lavoro full-time per TUTTI. 36 ore settimanali non corrispondono ancora all’orario pieno, questo fronte sindacale ha accettato un periodo sperimentale di 3 mesi a 36 ore settimanali precisando che dovrà approdare, definitivamente e senza deroghe, all’orario di lavoro uniformato alle 39 ore contrattuali per TUTTI. Dopo le vane promesse e gli impegni inevasi dalla precedente amministrazione, con l’applicazione del “Salva Messina” arriva un primo segnale contro l’odiosa discriminazione che aveva creato lavoratori di serie “A” e altri di serie “B” – affermano i segretari di CISL (D’Amico), FAISA (Sturiale), UGL (Sciotto) e ORSA (Massaro)-. L’operazione è resa possibile anche grazie al programma di riqualificazione del personale che in azienda era osteggiato da opposizioni preconcette, l’allarmismo innescato ad arte fra gli agenti ZTL, “invitati” a non accettare alcuna forma di riconversione in altre mansioni, ha allungato di molto i tempi. L’azione informativa capillare che CISL, FAISA, UGL e ORSA hanno attuato fra i dipendenti interessati, unita al senso di responsabilità dei lavoratori disposti alla collaborazione, consentirà l’utilizzo degli Ausiliari del Traffico anche nel servizio di verifica su BUS e Tram. Superate le diffidenze di rito, incrociando i due servizi (ZTL e Verifica), oltre a scongiurare il fantasma di eventuali esuberi, si è giunti all’incremento sperimentale dell’orario di lavoro che, siamo certi, si concluderà con i contratti full-time. Finalmente prende forma l’annosa promessa mai mantenuta che, al netto delle vacue assunzioni di paternità dell’ultima ora, si traduce in fatto concreto grazie al fronte sindacale che ha avuto il coraggio e la capacita di restare al tavolo del “Salva Messina” (mentre fuori da Palazzo Zanca imperversava la protesta “politica” partecipata dall’ex giunta Accorinti) e accettare la sfida del piano di riequilibrio per salvare la città dal dissesto finanziario e al contempo l’ATM, decotta da un debito smisurato certificato a tutti i livelli. Il cammino verso il risanamento dell’Azienda è ancora lungo ma la notizia annunciata dal Presidente del CdA, che ha ufficializzato la chiusura del bilancio 2018 con un milione e mezzo di attivo al netto delle imposte pagate, è un’inversione di rotta rilevante se si pensa che il precedente management aziendale, per pagare gli stipendi non versava i contributi previdenziali dovuti ai lavoratori. Il coro di assenso per l’incremento dell’orario di lavoro, proveniente da tutte le sigle sindacali, dimostra che CISL, FAISA, UGL e ORSA hanno visto lontano e al No a prescindere hanno preferito il confronto diretto, a volte aspro, con l’Amministrazione, con l’obiettivo di salvare l’Azienda, i livelli occupazionali e salariali. Altra buona notizia è la prossima assunzione di nuovi autisti, questa volta selezionati dal Centro per l’Impiego. Saranno assunzioni a tempo determinato direttamente in ATM, diverso dal lavoro somministrato attraverso agenzia interinale che si è rivelato dispendioso e “poco affidabile” in fase di selezione. Non ci abbandoniamo ai facili entusiasmi e restiamo con in piedi per terra- concludono D’Amico, Sturiale, Sciotto e Massaro- la fase difficile deve ancora venire, il sindacato deve affrontare la liquidazione di ATM e il passaggio dei lavoratori nella nuova SpA. I detrattori di turno parlano impropriamente di apertura alla privatizzazione e si dichiarano ideologicamente contrari alla chiusura dell’azienda speciale, forse non sanno che un’azienda speciale con 85 milioni di debiti, nei fatti si è liquidata da sola e tenendola in vita vegetativa rischia di trascinare la città in dissesto. Forse non sanno che in tutta Italia le ultime aziende speciali si contano nelle dita di una mano. Forse dimenticano che prima di ATM, nel servizio di raccolta rifiuti, hanno condiviso la creazione di una SpA pubblica in house providing, esattamente come sarà ATM domani. In quel caso non è arrivato il privato a egemonizzare il servizio e non si è perso un solo posto di lavoro. Sarà così anche per ATM!