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“La mezzaluna sciita”. Presentato ieri nel Salone degli Specchi di Palazzo dei Leoni il libro di Sebastiano Caputo.

Far conoscere ad una opinione pubblica europea l’altra faccia dell’islam, quella degli sciiti tolleranti verso le altre religioni, tra cui quella cristiana, e da sempre in contrasto con gli “eretici” sunniti wahabiti al potere in Arabia Saudita. Muove da qui “La mezzaluna sciita – Dalla lotta al terrorismo alla difesa dei cristiani d’oriente” il volume di Sebastiano Caputo, presentato ieri nel Salone degli Specchi di Palazzo dei Leoni nell’ambito di una serie di incontri culturali promossi dall’associazione “Naxoslegge” con la collaborazione di “Città plurale”. Un volume coraggioso che attraverso l’analisi compiuta dall’autore mette in luce il rapporto tra wahabiti, e Usa, il loro ruolo nelle guerre e crisi che hanno devastato il Medio Oriente, e i finanziamenti – anche in Europa – alle scuole coraniche (madrasse) più intolleranti e fanatiche. Frutto di esperienze personali dell’autore, il libro è una interessante testimonianza diretta su l’altra faccia dell’islam, quella che in Europa e in occidente è spesso occultata o mistificata. Esperienze, anche avventurose, sul campo, scaturite da un viaggio intrapreso nelle grandi patrie dello sciismo duodecimano: Libano, Iran, Iraq e Siria, alla scoperta di questa minoranza dell’islam che sta rivoluzionando la geopolitica mondiale. Una nuova potenza mediorientale che agli Stati Uniti preferisce la Russia come interlocutore strategico. Un viaggio tra le righe più affascinanti della loro dottrina teologica e nei luoghi più significativi della loro spiritualità: tra moschee e scuole coraniche, trincee e soldati, martiri e pellegrini, nel cuore di una religione alla ribalta sul piano geopolitico grazie alla forza del sacrificio e alla fede millenarista nel ritorno salvifico del Dodicesimo Imam, «l’Imam nascosto».