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Le Vie dei Tesori fine settimana possibile visitare anche resti archeologici del Convento di S. Maria di Gesù Sup.

In occasione della iniziativa Le Vie dei Tesori che vede coinvolti 29 siti nella nostra città, anche i resti archeologici del Convento di S. Maria di Gesù Sup. (adiacente la Palestra Comunale di Ritiro, Viale Giostra) sono fruibili per il prossimo fine settimana e anche nell’ultimo di Settembre ( Venerdì, Sabato e Domenica, dalle ore 10,00 alle ore 17.30). L’area archeologica, la più estesa di Messina, rappresenta e  custodisce elementi fondamentali della storia religiosa della nostra regione e non solo, in quanto in quel luogo è sorto il primo convento dei Carmelitani in Europa, con il titolo di “Ecclesia di Santa Maria del Monte Carmelo”, dopo quello in Terra Santa. Qui sono custoditi i resti mortali del primo santo dell’ordine, fra Angelo e, tra l’altro, vi dimorò per molto tempo lo stesso S. Alberto, che redisse la regola dell’ordine. Il sito ha origini  antichissime si risale al 1166, ed è sorto su preesistenti terme romane. Nel 1418, o secondo altre fonti, nel 1421, il beato Matteo d’Agrigento ( che assieme a Fra Bernardino da Siena, S. Giovanni da Capestrano e tanti altri frati, propugnavano il ritorno alla regola pura di S. Francesco) si stabili in questo luogo comprandolo dalle suore cistercensi per due libbre di cera l’anno e un carro di agrumi. Il luogo cambio nome in Santa Maria di Gesù e divenne il primo convento dei frati minori osservanti sorto in Sicilia. Distrutto in parte dal terremoto del 1908, i frati costruirono una chiesa in baracca nella parte sommitale fino al 1934 anno in cui il barone Marullo di Condojanni concesse l’area ove sorge l’attuale Parrocchia di Santa Maria di Gesù Sup ( a circa 300 metri lineari dal sito in parola) In questo luogo trovarono sepoltura diversi personaggi della nobiltà messinese, tra i quali il La Rocca, Lo Staiti e i suoi due figli, Bardax definito uno dei più grandi combattenti del medio evo, alcuni componenti della famiglia Picardi e persino lo stesso padre del Santo Annibale Maria di Francia. Il luogo conserva nella cripta, ancora tutta interrata, i resti mortali di uno dei più grandi artisti del rinascimento Antonello da Messina, cosi come da sua espressa volontà   testamentale  raccolta dal notaio Antonio Mangianti il 14 febbraio del 1479.  Un suo discendente, prof. Paolo Erasmo Mangianti, dalla Liguria nel 2009 ci telefonò per incoraggiarci nelle nostre ricerche, confermano la tesi ormai ampiamente condivisa ( si veda l’ultimo libro di M. Lucca, G.Taormina e R. Tomasini sul capolavoro “il mistero dell’Annunciata “) del luogo di sepoltura. L’area di proprietà della Parrocchia è sottoposta a vincolo  dalla Regione. I volontari dal 2011 si prendono cura del sito provvedendo alla pulizia e scerbatura e promuovendolo ai vari livelli assieme ai volontari della Coop. Sociale Trapper e della Fondazione di Partecipazione Antonello da Messina.

mo.