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Mangano (M5S): “Carenza di personale all’Amam a fronte dello stato di emergenza idrica”

Fare il punto sulla carenza di personale all’Amam a fronte dello stato di emergenza idrica che la città è costretta ad affrontare da anni. È la richiesta presentata dal consigliere comunale del M5S Paolo Mangano, primo firmatario di un’interrogazione urgente indirizzata al sindaco Cateno De Luca, ai vertici della società partecipata e alla presidenza della II Commissione.

La richiesta dell’esponente pentastellato nasce soprattutto in relazione alla mancanza di personale che dovrebbe occuparsi della gestione e della manutenzione ordinaria delle condotte, di cui si richiede l’organigramma dettagliato e una relativa valutazione sul fabbisogno degli addetti.

«La città – spiega il consigliere – versa in uno stato di emergenza continua, soprattutto in alcune frazioni e aree periferiche, come ad esempio il villaggio di Pezzolo, a causa delle condizioni delle condotte idriche cittadine, ormai vecchie e in disuso, che non riescono a erogare il servizio e a garantire i livelli igienico-sanitari standard».

«Considerando che è in atto un programma operativo triennale volto all’assunzione di personale e che la scadenza del contratto degli ex Cea ha provocato un’ulteriore carenza di organico, – prosegue Mangano – chiedo all’Amministrazione una relazione minuziosa sul personale addetto, con l’obiettivo di individuare quanti e quali siano i dipendenti impiegati sul territorio, quanti e quali siano i mezzi messi a loro disposizione per svolgere con il massimo dell’efficienza il proprio lavoro e un’eventuale rivalutazione del fabbisogno lavorativo in zona sud e in zona nord, tenendo a mente anche le fognature e il sistema di depurazione».

Fra le richieste del consigliere anche un resoconto sui risultati conseguiti dall’Amam in merito a quanto previsto nel programma operativo triennale e un ragguaglio su quali siano le categorie e i livelli delle figure da assumere, con particolare riferimento all’eventualità di ricorrere alla mobilità per porre un limite alla carenza del personale nel caso in cui si riscontrassero dei problemi burocratici legati ai tempi.