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Mangano (M5s): Una piazza per Mili Marina, interrogazione al sindaco da parte del consigliere comunale

Il consigliere comunale Paolo Mangano (M5s) chiede in un interrogazione al sindaco di Messina maggiore attenzione per la zona di Mili Marina, il popoloso villaggio da sempre gravemente penalizzato dall’assenza di spazi pubblici di aggregazione all’aperto che consentano alla popolazione, in particolare a quella di giovane età, una fruizione in sicurezza del tempo libero:
“È degli ultimi giorni – precisa il consigliere – il rilancio di una proposta dell’allora I circoscrizione che in sinergia con la passata Amministrazione si era proceduto alla richiesta di interesse all’ANBSC (Agenzia Nazionale per l’Amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata) per l’utilizzo di un vasto terreno consegnato poi al Patrimonio Comunale di Messina nell’ottobre del 2015 con destinazione sociale per la realizzazione di un’area a verde, un oratorio, un orto sociale, un’area per manifestazioni e parcheggi.”

Quale occasione migliore secondo l’esponente del Movimento 5 stelle, per riaccendere i riflettori su una situazione che recentemente era stata oggetto di una delibera unanime del consiglio della I municipalità, che ne chiedeva in data 18 marzo 2019 la realizzazione di un ricovero barche da diporto dunque prospettando un futuro diverso al villaggio di Mili. Pertanto l’interrogazione spiega il consigliere ha l’obbiettivo di sapere come questa amministrazione intenda affrontare il tema considerando che i villaggi della zona sud meritano più attenzione da parte della amministrazione Comunale.

Inoltre, conclude il consigliere Mangano:  “Considerato che l’area è interessata dalla presenza di un depuratore AMAM delle acque reflue e che si prevede di realizzare nella zona un impianto per il trattamento della frazione umida dei RSU che aggraverà ulteriormente la congestione della SS 114 in prossimità del villaggio e che ciò sarà inevitabilmente percepito dai cittadini, in assenza di opere compensative, come una scelta programmatica ulteriormente degradante per il territorio.”