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Messina, Il M5s abbandona l’Aula dopo la richiesta di sfiducia nei confronti del Collegio dei revisori dei conti

“Un episodio estremamente grave e irrituale, che non era mai accaduto e che potrebbe rappresentare un pericoloso precedente”. 
 
Così i consiglieri del M5s Andrea Argento, Cristina Cannistrà e Pippo Fusco commentano la decisione odierna di abbandonare l’aula, assunta in seguito alla richiesta di mozione di sfiducia nei confronti del Collegio dei Revisori dei Conti proposta dal consigliere di LiberaMe Nello Pergolizzi: “Un episodio di natura squisitamente ‘politica’, nei confronti di un organismo tecnico e super partes, che ha impedito al consiglio comunale di discutere le proposte all’ordine del giorno”.
 
“Altrettanto gravi – proseguono – sono il parere espresso dal segretario generale e l’accoglimento della mozione da parte del presidente Cardile , così come la ‘censura’ nei nostri confronti, dato che ci è stato impedito di intervenire”.
 
 I consiglieri aggiungono che la fiducia, per loro, si identifica come coerenza all’indirizzo politico e presentare una mozione di sfiducia nei confronti del Collegio dei revisori è una aberrazione giuridica e politica. “Ancora questo Consiglio con il gruppo dei consiglieri che appoggia apertamente questa amministrazione non ha finito di stupirci”.
 
“Vogliamo ricordare al Presidente del Consiglio coadiuvato dal Segretario  Generale che il revisore dei conti è un organo di controllo che la ha funzione di sorvegliare la spesa del denaro pubblico, e ciò non nell’interesse particolare e politico dei consiglieri del sindaco, ma nell’interesse pubblico generale, svolgendo  i proprio compiti di vigilanza e controllo in posizione di assoluta imparzialità ed indipendenza rispetto all’ente locale controllato. Non vi è a parere del Gruppo Consiliare alcun collegamento fiduciario nella fattispecie  tra organo che elegge ed organo eletto cosi come non vi è alcuna discrezionalità nel revocare l’inarico conferito ai Revisori che può essere avanzata sono nei casi previsti dal TUEL”.
 
Il Consigliere Fusco, allontanandosi, ha con enfasi voluto sottolineare che questo Consiglio non può asservire la fiducia alla terzietà poiché significherebbe svilire le stesse funzioni istituzionali di garanzia : “Troppo servilismo in questo Consiglio. Di chi le colpe e a chi i meriti?”
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