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Ordinanza Sindacale contro il commercio itinerante, Laimo: leso il diritto al lavoro

L’ordinanza sindacale che prevede il “divieto assoluto di commercio itinerante su area pubblica per il periodo dal 21 luglio al 21 settembre in tutta la riviera Nord/Sud”, rischia di ledere quei diritti al lavoro di chi svolge attività commerciale ed imprenditoriale, nonostante operi nella legalità.

Secondo il Consigliere della V Circoscrizione Franco Laimo, l’ordinanza infatti mette in un unico calderone tutto ciò che riguarda l’ambulantato, da quello selvaggio ed abusivo a chi invece è iscritto regolarmente alla Camera di Commercio , Agenzia delle Entrate, ed agli enti previdenziali e assistenziali, e dunque gode di regolare licenza.

L’attività di commercio ambulante, meglio definita come “commercio al dettaglio su area pubblica” è disciplinata dagli articoli da 27 a 30 del D.Lgs. n. 114/98.

Ai sensi dell’articolo 27 del D.Lgs. n. 114/98 per commercio ambulante si intende:
“Attività di merci al dettaglio (anche somministrazione Alimenti e Bevande) effettuate su aree pubbliche, attrezzate o meno, coperte o scoperte”.
Quella dell’ambulante è una professione secolare che ha saputo resistere al cambiamento delle consuetudini, alle mode e alle tendenze. Prima della nascita delle botteghe il commercio avveniva con le bancarelle, le stesse che ancora adesso troviamo nelle nostre città.
Oggi le tecnologie hanno migliorato molto la gestione dell’attività, ma lo spirito della professione è rimasto quello d’un tempo: portare i prodotti nelle piazze di ogni paese, garantire un minimo di approvvigionamento anche a chi vende nei posti più sperduti, offrire una vasta gamma di prodotti a prezzi competitivi.

In questi ultimi periodi in tutta la Sicilia e non solo, si sta diffondendo sempre più, fra le attività itineranti il cosiddetto “Street Food” .

Conosciuto come Street food appunto, il turismo gastronomico prende sempre più piede in Italia. È in continua crescita il numero di turisti che scelgono di sfruttare le loro vacanze scegliendo luoghi in cui si ritiene il cibo migliore o per scoprire nuove e vecchie tradizioni dei vari paesi italiani. Tra le regioni più gettonate vi è proprio la Sicilia, ma in generale tutto il territorio italiano gode di una crescente tendenza verso il turismo gastronomico e lo street food in particolar modo. Secondo le statistiche un terzo degli italiani ha organizzato le proprie vacanze in funzione delle specialità culinarie del paese scelto come meta.

Attraverso il cibo si racconta la cultura di un popolo e la storia del luogo in cui viene prodotto e la tradizione di cui fa parte. Il settore del turismo gastronomico è in continua espansione tanto che una persona su tre sceglie di mettersi in viaggio per scoprire le abitudini gastronomiche di un altro paese.
Il Rapporto sul Turismo Enogastronomico del 2018, presentato dall’Università di Bergamo che ha collaborato con la World Food Travel Association patrocinato dal Touring Club, Ismea Qualivita e Federculture ha stabilito che il 33% della popolazione italiana apprezza sempre di più le tradizioni culinarie, la genuinità e la semplicità dei piatti e vuole gustarli nel luogo di origine dove ha la garanzia di trovare il massimo della qualità.
Un settore in continuo sviluppo, prosegue Laimo, che porta molti vantaggi economici, lavorativi e culturali all’intera Sicilia ed Italia, in quanto ogni angolo della nostra amata terra vanta tradizioni culinarie eccellenti adattate al moderno stile di vita ed al pratico street food.
È il caso delle due sorelle che da Udine sono tornate a Messina, rientrate nella loro città per amore della propria terra, reinventandosi in maniera ingegnosa, intraprendente e geniale con l’idea di un Chiosco gastronomico che offre a chi è ben lieto di gustare, specialità a base di Pesce Spada, proposto e riproposto in maniera variegata. Un’ altra tipologia gastronomica, inserita nell’ offerta del gustoso
“Street Food ” è il così chiamato “coppo di pesce fritto” una specialità ricca di mito e leggenda, che vive di una particolare tradizione che vanta l’ esclusiva del nostro stretto di Messina.
Possiamo citare davvero tante altre categorie, ma vorrei portare alla luce altre tipologie di Street Food che vantano l’ apice della prelibatezza delle tradizioni gastronomiche Siciliane, e sono: le braciole Messinesi, il panino con le Panelle e con la “Meusa” ( milza ), tipico delle squisitezze del nostro capoluogo, il classico panino ” cunsatu ” da Street food che nasce parecchi anni or sono dalle mani delle antiche massaie che lavoravano la farina sfornando ottimo pane profumato e riempito da tutte le bontà che la nostra terra offre, come i pomodori secchi, le olive nostrane ed il profumo dell’origano che andava a regalare quel tocco di piacere in più al palato prestante. Ecco come le antiche tradizioni vengono mantenute allegoricamente in maniera impeccabile, riproponendo e mantenendo tutta la delicatezza, la dolcezza e la soavità di un gusto unico che solo la sicilia può ancora oggi offrire.

In base all’art 8 della L.R. n. 18 del 01.03.1995, l’attività di ambulante itinerante può essere oggetto di limitazioni e divieti per motivi di viabilità o di carattere igienico sanitario o per altri motivi di pubblico interesse.

Ed allora viene da chiedersi: l’ordinanza si autogiustifica quale “misura di contrasto ai fenomeni illeciti di vendita su suolo pubblico che si è resa necessaria per garantire la sicurezza urbana e prevenire i fenomeni di degrado sociale”; ma quale degrado sociale dovrebbe causare un caratteristico Truck o chiosco mobile enogastronomico di cucina tradizionale e locale? In tutti i luoghi turistici della Sicilia (vedi Palermo, Mondello, Catania, Trapani, Ragusa, Bronte etc) i turisti cercano le nostre tradizioni anche e soprattutto dal punto di vista gastronomico.

Non sarebbe dunque il caso di apportare qualche modifica e correttivo a tale ordinanza, garantendo altresì il diritto al lavoro nella piena legalità a chi invece produce un contributo culturale e tradizionale con la propria attività stessa?

Il turismo lo creano le tradizioni culturali e noi siciliani ne siamo ricchi, da tutti i punti di vista!

Intanto diversi ambulanti del cooking messinese sono pronti a mobilitarsi ed unirsi in un Comitato Spontaneo o Associazione.