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Revocato dal Tribunale di Messina il divieto di avvicinamento ai genitori del disabile che disturbava i vicini

Il Tribunale della libertà di Messina (Presidente Maria Giuseppa Scolaro, a latere Alessia Smedile e Chira Di Dio Datola) sciogliendo la riserva assunta all’esito della odierna discussione del ricorso proposto dagli avvocati Antonio Amata e Nino Favazzo, avverso la ordinanza con cui il Gip di Messina aveva disposto il divieto di avvicinamento a meno di 500 metri di Roberto Costa e Veronica Cutroneo ai coniugi Bernava-Leotta, ha revocato la misura cautelare, il cui mantenimento è stato richiesto oggi dal Pubblico Ministero titolare delle indagini, oggi
presente in udienza. Il caso aveva suscitato notevole clamore mediatico nei giorni scorsi, anche per la netta presa di posizione della attrice ed imprenditrice Maria Grazia Cucinotta, che aveva evidenziato come il provvedimento di rigore, disposto nei confronti dei genitori, aveva di fatto prodotto effetti gravemente destabilizzanti sul precario equilibrio psichico del figlio minore della coppia, purtroppo affetto da grave disabilità. L’incubo della famiglia, costretta a lasciare nottetempo la casa di abitazione, ottenendo provvisorio ricovero presso un parente, è durata poco meno di una settimana. “Non conosciamo ancora la motivazione della ordinanza di accoglimento del ricorso – hanno dichiarato gli avvocati difensori Favazzo ed Amata – ma riteniamo che le argomentazioni poste a sostegno delle ragioni di insussistenza della condotta di stalking oggetto della incolpazione provvisoria, siano state ampiamente condivise dal Collegio, così comportando la revoca immediata della misura cautelare. Non vi è dubbio che tra le due famiglie vi siano stati e ci siano contrasti di varia natura, che hanno portato a denunce reciproche e reiterate nel corso degli anni, ma che ciò potesse essere qualificato in termini di stalking è subito apparso, a questa difesa, difficilmente sostenibile. Ciò era già stato evidenziato al Gip in sede di interrogatorio di garanzia, cui, richiamando la copiosa documentazione prodotta, si era chiesto, inascoltati, la revoca della disposta cautela. Il risultato oggi ottenuto, anche per la autorevolezza del Giudice da cui proviene e per la celerità della pronuncia, restituisce ai nostri assistiti ed a quanti sono stati loro vicini in questo difficile momento, la fiducia dagli stessi da sempre riposta nella Giustizia. Ci auguriamo che la decisione di oggi possa esser di monito per chi non ha agito con la sensibilità che il caso imponeva, rivolgendo le proprie accuse anche e soprattuto all’indirizzo di un minore disabile, incurante di procurare allo stesso un sicuro ed estremo disagio”.

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