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Uil-Fpl: “Chiediamo all’IRCCS-Neurolesi il ritiro del bando di selezione personale per illegittimità”

“La scrivente organizzazione sindacale, dopo aver preso visione del Bando per la ‘Progressione tra aree a carattere riqualificatorio del personale dipendente per n. 4 posti nel profilo professionale di Dirigente Amministrativo’ a firma del Commissario Straordinario dell’IRCCS Messina, arch. Aliquò, nel ribadire le proprie censure di merito, intende puntualizzare, anche in termini di rispondenza a criteri di correttezza dell’attività amministrativa, che l’art. 22, comma 15, del Decreto Madia non si applica allo scopo di superare i limiti e gli sbarramenti posti dalla legge ai fini dell’accesso alla carriera dirigenziale”.
Lo afferma in una nota inviata fra gli altri alla Corte dei Conti di Palermo il segretario generale della Uil-Fpl di Messina, Pippo Calapai.
Il sindacalista poi aggiunge: “Vero è, infatti, che lo stesso art. 28 del D.Lgs 165/2001, legittima le amministrazioni a riservare una percentuale di posti al proprio personale interno, ma tale possibilità è consentita soltanto a condizione che siano sempre mantenute le modalità di reclutamento dei dirigenti stabilite dalla medesima legge secondo la quale, per l’appunto, è possibile avere accesso all’Area della Dirigenza solo ed esclusivamente tramite un pubblico concorso. Con il contestato bando di ‘riqualificazione’ del personale interno non si procede affatto ad indire un concorso ma una mera selezione interna da attuarsi mediante una prova pratico-attitudinale abbinata ad una prova orale e cioè, mediante forme di accertamento della professionalità dei candidati che sono ben lungi dal potersi assimilare a quelle prescritte dalla legge per il superamento del concorso pubblico per l’accesso alla carriera dirigenziale. La stessa giurisprudenza del Consiglio di Stato, invero, richiamando sul punto la stessa Circolare DFP n° 5/2013 ha recentemente ribadito ‘che in seguito all’entrata in vigore degli articoli 24 e 62 del Dlgs 150/2009, anche le progressioni verticali tra aree diverse (o tra categorie come negli enti locali e Regioni) avvengono tramite concorso pubblico’ specificando, a tal proposito che “dal concetto di concorsi pubblici vanno tenute distinte le procedure selettive interne” (Cons. Stato, Sentenza 2 luglio 2015 n. 3284). Quanto sopra, oltre alle questioni inerenti la dimostrazione del possesso dei requisiti specifici dei candidati che, ancora una volta, debbono essere assolutamente analoghi a quelli previsti in linea generale per il correlativo concorso pubblico di accesso alla carriera dirigenziale (cfr. per tutti, l’errato o inadeguato computo prevista dal predetto bando circa l’anzianità minima di servizio necessaria per l’accesso alla carriera dirigenziale o la mancata previsione del titolo di Laurea specifica), rendono il bando pubblicato assolutamente illegittimo e, come tale, come possibile causa di ingenti danni, anche di carattere erariale all’Azienda per effetto delle eventuali assunzioni contra legem”.
La Uil-Fpl quindi invita la governace dell’IRCCS-Neurolesi a ritirare in autotutela il bando contestato. “Per tali evidenti ed insormontabili ragioni invitiamo e diffidiamo l’IRCCS-Neurolesi di Messina a ritirare con immediatezza il bando di selezione per la riqualificazione ed il successivo accesso alla carriera dirigenziale di n. 4 dipendenti interni poiché lo stesso, non avendo né le caratteristiche né la struttura di un concorso pubblico, vìola in maniera diretta il principio indicato nell’art. 28 del D.Lgs 165/2001, secondo cui l’accesso alla dirigenza avviene, anche per gli eventuali riservisti, solo ed esclusivamente attraverso concorso pubblico e non mediante “riqualificazioni” o altri meccanismi di premialità per i dipendenti interni non previste dalla legge. Alle Autorità ed Enti cui la nota è indirizzata chiediamo un immediato intervento, anche di carattere ispettivo, per verificare i presupposti di liceità delle azioni poste in essere e per adottare gli opportuni provvedimenti, ove occorra, anche di natura cautelare volti ad evitare palesi e consistenti danni all’Azienda pubblica che, peraltro, spiace sottolineare, si perpetrerebbero attraverso macroscopiche violazioni del diritto alle parità di trattamento ai fini dell’accesso alla carriera dirigenziale che la legge stabilisce in favore di tutti i lavoratori, ovvero, mediante l’applicazione di illegittimi privilegi a soggetti per i quali verrebbero fortemente attenuate le verifiche circa il possesso dei requisiti di adeguatezza e professionalità che un ruolo così delicato e cruciale, invece, impone di accertare”.