28 Maggio 2024 - 12:55

DIA Messina operazione “Terzo Livello”, arrestata Emilia Barrile ed altri esponenti della politica e della criminalità cittadina

Dalle prime ore del mattino, la DIA di Messina, in sinergia con il centro Operativo di Catania, supportata dai Centri e Sezioni di Reggio Calabria, Palermo, Bari, Roma, Caltanissetta, Catanzaro ed Agrigento, sta dando esecuzione a numerose ordinanze cautelari, emesse dal G.I.P. presso il Tribunale di Messina, nei confronti di già esponenti di spicco della politica cittadina e della criminalità peloritana, nonché imprenditori e faccendieri di origine messinese. Contestualmente, sono in atto anche ingenti sequestri che colpiscono diverse imprese e beni immobili, per un valore di numerosi milioni di euro L’attività d’indagine denominata “Terzo livello” è stata coordinata dalla Procura della Repubblica-DDA di Messina, diretta dal Procuratore Capo dott. Maurizio De Lucia ed ha evidenziato, in sintesi, una rete di rapporti clientelari/affaristici nella gestione della cosa pubblica. Fra gli arrestati l’ex presidente del consiglio comunale Emilia Barrile, fra gli indagati figura l’imprenditore della grande distribuzione Antonio Fiorino ed il Dg dell’ATM De Almagro.

L ex presidente comunale, attualmente ai domiciliari, è accusata di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di plurimi reati contro la pubblica amministrazione, atti contrari ai suoi doveri, accesso abusivo ai sistemi informatici del Comune, la Barrile  infatti pare abbia violato l’accesso al sistema comunale per estrapolare dei dati sensibili a favore di imprenditori a lei vicini.

“A coordinare le attivita’ criminali di questo gruppo di affari era il commercialista Marco Ardizzone che tramite dei dispositivi elettronici, punto a punto, tipo quelli utilizzati dai narcotrafficanti per non farsi scoprire, era sempre in continuo contatto con l’ex presidente del consiglio Emilia Barrile”. A dirlo Renato Panvino direttore del centro Operativo di Catania che coordina le indagini. “La Barrile – prosegue Panvino – riusciva a piazzare in alcune cooperative, all’Atm, azienda trasporti di Messina dei suoi amici per ottenere poi dei voti. Inoltre era riuscita a favorire alcuni suoi amici imprenditori. E’ in atto un sequestro di 35 mln di euro ad uno di questi imprenditori”.