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La dissonanza cognitiva nella vittima di un narcisistica patologico

Il meccanismo della dissonanza cognitiva viene azionato quale strumento di difesa psicologico qualora si abbia a che fare con due pensieri che si contraddicono l’uno con l’altro. La contraddizione nella quale versiamo viene in questo caso risolta attraverso errori sistematici.

La vittima di abuso da parte di un narcisista patologico, attraversa la dissonanza cognitiva e questo meccanismo può portare a conseguenze molto gravi.

In una prima fase, il rapporto con il narcisista patologico sembrava meraviglioso e promettente, il partner pareva capire a fondo la vittima, sapeva farla sentire al sicuro, desiderata, amata e le preannunciava un futuro radioso. Le attenzioni si moltiplicavano, i messaggi si susseguivano, i “Ti amo” erano frequenti e riempivano ogni più piccola fessura emotiva della preda ignara che veniva irretita da questa messinscena per poter essere poi successivamente distrutta. Tuttavia, la maschera del narcisista patologico è destinata a sgretolarsi nel tempo e da ogni pezzo che cade si intravede un mondo diverso, opposto a quello disegnato ad arte dal carnefice. La vittima non scoprirà una bugia ma mille menzogne, non accerterà un flirt ma relazioni parallele durate anni o una lunga serie di donne e storie, reali e virtuali, vissute alle sue spalle.

La vittima, con orrore, vedrà profili social falsi, iscrizioni a siti d’incontro o hard, leggerà sms o mail in cui parole d’amore o di gelosia identici a quelli ricevuti da lei, sono stati indirizzati ad altre.

Ma il tormento peggiore sarà quello di verificare che le battute di scherno che apparentemente sembravano buttate là quasi per gioco ” ti sei un po’ ingrassata“, “perché non cambi modo di vestire“, ” non sai organizzare bene la casa“, ” che schifo questa minestra”, ” hai avuto troppi uomini”, non erano un gioco, non era un modo semplicemente rude di rivolgersi a lei; la vittima capirà che le scenate di gelosie ed i successivi silenzi erano una scusa per andare dalle altre o erano uno strumento di tortura morale o entrambe le cose insieme.

D’altra parte, il narcisista patologico col trascorrere del tempo non ha lo stesso interesse della prima fase a tenere la maschera, anzi spesso, stanchi della preda, la feriranno e tradiranno apertamente, divertendosi a vederla rantolare: questo predatore sociale proverà un estremo gusto a vedere trasformata quella persona un tempo dolce ed amorevole, ingenua ed empatica, in una larva sovente isterica, ossessiva, grigia e, a volte, malaticcia e la indurrà al suicidio, alla follia o all’allontanamento forzato.

Cosa ha davanti la preda a questo punto? Un mostro.

Gli articoli sul web, i libri, i video di esperti diventano per lei (o lui ovviamente) ancore di salvezza, lanterne che vanno ad illuminare una relazione da tempo incomprensibile, dolorosa, ingiusta.

Il profilo delineato dagli esperti combacia quasi perfettamente al proprio partner, il confronto con le esperienze delle altre vittime è devastante poiché si ravvisano le medesime modalità, frasi, atteggiamenti. “E’ lui” ripete la vittima a se stessa, incredula.

Lo shock è forte, insopportabile. Si sta scoprendo non un amore ormai terminato, non una qualche menzogna, non un tradimento, non un uomo immaturo, ma un mostro, che un giorno giura amore eterno ed il giorno dopo scompare nel nulla; una persona che grida, insulta, umilia chi lo ama, colpisce chi sa bene essere ormai allo stremo.

A questo punto, fa il suo ingresso, nella psiche affranta della vittima, la Dissonanza Cognitiva.

Inizia una lotta sanguinosa interiore che porterà a conseguenze disastrose. I pensieri della vittima saranno tutti altalenanti e questo farà il vantaggio del carnefice che assisterà alla lenta autodisintegrazione della preda. La vittima, non appena legge cosa siano i narcisisti patologici e cosa facciano, si rassicura ”Bene, è lui, devo allontanarmi. Ce la farò” . Tuttavia, basta un mieloso messaggio del carnefice o un insulto mirato verso le fragilità o insicurezze della partner, che lui conosce bene da tempo, o il protrarsi del suo silenzio o il vedere una sua foto felice con la nuova preda per far cadere la vittima nella dissonanza cognitiva. La dissonanza cognitiva la porterà a desiderarlo di nuovo, la porterà a dimenticare il male subito ed a convincersi che se farà la brava lui tornerà ad essere come era all’inizio.

Questi sono alcuni pensieri tipici della dissonanza cognitiva:

  • Lui/ lei non è così; ha sofferto durante l’infanzia, io lo guarirò
  • Lui/lei con il nuovo partner è diverso, non è uno narcisista patologico, agiva così perché non mi amava
  • Non ho saputo capirlo/a, se solo avessi accettato il suo modo di amarmi staremmo insieme
  • Una buona psicoterapia può cambiarlo
  • I suoi flirt sono solo virtuali, lui mi ama
  • Io non sono capace di fare le cose, lui/lei aveva ragione, per questo se ne è andato
  • Sono io che immaginavo le cose, sono io che non so avere una relazione
  • Sono pazza/o, malata/o, instabile, traumatizzata da problemi infantili
  • L’ho soffocato con la mia gelosia ridicola
  • L’ho accusato di cose assurde
  • Potevo sopportare, in fondo nessuno è perfetto

La scissione interna provocherà disturbi alimentari, disturbi del sonno, depressione, pensieri ossessivi ed impedirà a lungo di attuare un fermo NO CONTACT con il manipolatore sadico. La dissonanza cognitiva impedirà soprattutto la accettazione della verità: il proprio partner è un narcisista patologico, affetto da uno dei più gravi disturbi della personalità esistenti ed è incurabile. Accettare la verità, accettare che nulla di ciò che si è vissuto con lui era autentico, accettare che non si è mai stati amati né rispettati, né che mai vi sia stata sincerità, accettare che i suoi pianti erano falsi, i ti amo falsi, i perdonami falsi, porta ad un dolore devastante, ma è la verità. Accettare che sarà così con ogni futuro partner, amico, collega, figlio, parente è la verità; accettare che, se adotterà modalità diverse con qualcuno, lo farà per un tempo limitato ed uno scopo preciso significa accettare la verità. Accettare che non è colpa vostra, accettare che, insicurezze, fragilità, problemi a parte, voi avete il dono di saper dare ed amare e lui no, accettare che nessuno ha il diritto di farvi soffrire per inganno o violenza psicologica e che non siete onnipotenti e non lo trasformerete in una persona sana e non riuscirete a farvi amare significa rifiutare la dissonanza cognitiva che, altrimenti, vi porterà mille e mille volte tra le braccia del narcisista patologico che si divertirà a ridurvi a brandelli o, nel caso in cui, per adesso, fosse scomparso, vi farà rimanere nel punto esatto in cui ha voluto lasciarvi.

Conclusioni

Quando entra in gioco la dissonanza cognitiva, dimentichiamo come stanno le cose realmente e le sostituiamo con teorie, credenze e ricordi che più si adattano per evitarci il dolore.

Essere consapevoli di dove può portarci la dissonanza cognitiva aiuta a evitare alcune conseguenze disastrose. Credere alle nostre bugie in alcuni casi può essere molto pericoloso, tanto quanto lo è stato l’aver creduto a quelle che il narcisista patologico raccontava.