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La triangolazione del narcisista patologico nei rapporti sentimentali

“Il narcisista patologico adotta molteplici modalità di manipolazione, asservimento e distruzione psichica ed emotiva della preda, sia essa un partner, un figlio o un genitore.”

E’ bene comprendere che anche la prima fase di idealizzazione ed apparente amorevolezza del narcisista patologico, chiamata love bombing, è una modalità prefissata in modo strategico e, pertanto, assolutamente falsa e recitata.

Uno dei sistemi utilizzati è la triangolazione. Cos’è la triangolazione?

È un sistema di manipolazione molto potente. È un metodo sadico e perverso utilizzato dal narcisista patologico per manipolare due soggetti che lui osserva compiaciuto.

Qual è lo scopo che soddisfa attraverso questo strumento infernale?

Il rifornimento narcisistico ed il divertimento, ovvero le due finalità che si propone di raggiungere sempre e che muovono ogni sua decisione.

Spesso si da poca importanza a questa forma di manipolazione la quale, invece, provoca un dolore intenso nella preda e ne mina, nel profondo, la struttura emotiva e la sanità psichica. Una volta prodotto l’innamoramento, una volta stabilito l’aggancio, scatta la “Triangolazione”. Il narcisista patologico la utilizza in modo da generare la gelosia, suggerendo, facendo intravedere altri interessi.

Come si crea la Triangolazione ?

Da una parte c’è il partner, dall’altra il narcisista patologico con una terza persona, che può essere davvero esistente o fittizia. Si faccia attenzione tuttavia al fatto che ex prede, nuove prede e potenziali prede erano presenti anche durante la prima fase di idealizzazione ma il narcisista patologico riteneva importante e funzionale nasconderle. Nelle fasi successive, quelle di svalutazione e scarto indotto, al contrario, diviene necessario far intravedere alla partner cosa stia accadendo, al fine di generare angoscia, ansia, paura, attaccamento, dominazione ed anche ( forse questo è l’aspetto più orrendo) al fine perverso di trasformare la vittima in un essere teso, geloso, isterico, ipercontrollante, nervoso o addirittura, indurlo al tradimento, operando in tal modo la ”corruzione” della sua identità onde farla divenire, a parere del manipolatore, simile alla sua.

Il narcisista patologico adotta la triangolazione in modo indiretto e la vittima non comprende che ciò che si produce è appunto una manipolazione.”

Questa attitudine a flirtare del manipolatore (tenendo sempre vive le ombre delle ex, presentando o suggerendo persone che potrebbero essere future candidate) produce nella vittima una maggiore dipendenza, una sensazione che si confonde con la gelosia patologica ma non lo è perché la stessa è “completamente indotta” da un artificio creato ad arte. Come il narcisista patologico usa il sistema dello scarto indotto così determina, attraverso la triangolazione, una gelosia ed un controllo indotti. La vittima assume atteggiamenti ossessivi, patologici e si percepisce come malata, strana; il suo capo le parla e lei non accolta, i figli la chiamano e lei non ascolta, la sua amica le racconta un problema e lei, ancora, non riesce ad ascoltare giacche’ nella sua mente c’è solo lui e quell’altra o il timore dell’altra. Il narcisista patologico, di contro, a tratti finge di tollerare i suoi controlli ma dall’altro accusa il partner di sfiducia, si lagna di esser messo sotto pressione, si erge a vittima soffocata ed incompresa sia di fronte a lei sia di fronte ad amici, parenti e nuove o vecchie fiamme. Queste ultime, convinte dal narcisista patologico di essere migliori della vittima e di rivestire un ruolo di comprensione e sostegno rimangono agganciate dalle sue parole. Esse non sanno che il narcisista patologico stesso a volte consegna le password di mail o profili alla vittima per indurla a rimanere: ”amore non ho fatto nulla” oppure ”ho sbagliato ma tu sei così diversa sempre arrabbiata ed io ero esausto e… Ho sbagliato ma ti amo non posso perderti. Ecco tieni le password, controlla il cellulare così tornerai a fidarti di me”.

In realtà, il perverso, che non cambia ed anzi rinforza la dose di triangolazione, crea ancor più confusione e spinge la vittima a spendere il suo tempo in minuziosi ed estenuanti controlli. Ecco, il piano adesso è perfetto, la strategia vincente: il predatore ottiene una vittima sempre più dipendente, destrutturata, corrotta, angosciata che compie gesti esagerati, crea falsi profili per spiarlo, chiama incessantemente, è tormentata dai sensi di colpa e disposta a sopportare qualunque nefandezza pur di tornare alla sensazione di sicurezza mentre egli si assicura altre creature adoranti che, inconsapevoli di essere bambole o bambolotti dell’harem, si elevano a protettrici e protettori; inoltre, tutto ciò genera situazioni esplosive, ricche di dramma, pathos e colpi di scena e tanta adrenalina che lo aiutano a vincere la noia (temutissima emozione), e ad ottenere un elevato rinforzo narcisistico. In più, quando gli servirà indurre lo scarto e liberarsi della vittima, basterà aumentare la messinscena della triangolazione perché ella, sfinita e disgustata, chiuda il rapporto o aumenti l’ossessivo controllo producendo la chiusura della relazione da parte di lui che si fingerà esausto e maltrattato anche dinanzi agli altri, resi spettatori e marionette.

Il burattinaio è soddisfatto: per questo adora la triangolazione

Nell’epoca dei social, delle chat, dei profili artatamente costruiti sui siti di incontro, nell’epoca consacrata a WhatsApp, a Facebook, ove ogni apparizione e sparizione di sé può essere preordinata a tavolino, il narcisista patologico (che tende sempre ad ottenere molto con lo sforzo minimo) può fare triangolazione muovendo un solo dito ( un like al posto giusto può catturare una nuova preda e far impazzire la vecchia, una foto accanto ad una donna può essere pubblicata e scatenare mesi di rabbia e paura) per avere il controllo. In questa fase, che può durare anni, ritroviamo una caratteristica centrale di questo tipo di relazioni con il narcisista patologico: la vittima si trasforma in un detective o in una spia, controlla ovunque, in ogni rete sociale che il narcisista patologico sta utilizzando per organizzare la triangolazione, crea al pari di lui, ma per ragioni tristemente diverse, falsi profili al fine di capire “cosa succederà realmente”.

Questo non accadrebbe in una relazione normale, non accadrebbe nemmeno se il partner normale stesse tradendo. Perché ?

Perché un partner non narcisista patologico, ancorché scorretto, non userebbe la triangolazione. Un soggetto normale tradirebbe nascondendo bene il tradimento per non essere scoperto e per non ferire oppure, se fosse un playboy senza scrupoli non si preoccuperebbe di nasconderlo ma, appunto, tutto apparirebbe chiaro, lineare e la vittima avrebbe modo di avere un quadro preciso davanti agli occhi, non scatterebbero i controlli ossessivi, l’ansia, la paranoia, non trascorrerebbe le ore spiando il perverso, trascurando tutto il resto, figli, casa, lavoro, amici e se stessa ma vedrebbe la realtà e si allontanerebbe. Il narcisista patologico invece vuole indurre la vittima a sentire sempre in pericolo la relazione senza essere sicura di nulla, vuole portare la vittima a dubitare delle sue percezioni anche perché il perverso giura amore e fedeltà ( mentre si fa vedere perennemente on line): è terribile perché la vittima non sa che questo è un gioco perverso esclusivamente costruito per manipolarla e distruggerla. La vittima si trasforma, da persona fiduciosa, tranquilla, in una persona che sta costantemente in stato di allerta ed accumula un livello di stress che, spesso, la fa ammalare. Tutto questo è il prodotto del lavoro meticoloso del narcisista patologico

Il narcisista patologico usa la triangolazione anche in altri rapporti.

Sovente, manipola uno o tutti i figli contro il partner per evitare che divorzi da lui. Sosterrà che una separazione sarà devastante per i figli ed a loro dirà che l’altro genitore è responsabile della crisi e della separazione. Al narcisista patologico non importa di fare soffrire i figli con questa tattica, lui vuole solo ottenere i suoi risultati e vincere su di te. Se il perverso è tuo genitore manipolerà tuo fratello o sorella contro di te e tra voi si scatenerà una lotta per avere l’attenzione e quella accettazione sospirata che non avrete mai.

La triangolazione con alcuni membri della tua famiglia avviene o lamentandosi di esser trattato male dai tuoi parenti o facendo la vittima davanti ai suoi. Se è separato, il manipolatore dirà che i suoi figli non accetterebbero una nuova figura, relegandosi il ruolo di eterno amante.

Conclusioni

La triangolazione rappresenta una delle modalità di manipolazione preferita dal narcisista patologico e serve ad indurre nelle vittime la sfiducia e la paura che porteranno anche nelle future relazioni.

Questa forma di violenza, come tutti gli altri strumenti di tortura psichica, è una delle armi del burattinaio perverso, cioè di colui o colei che, sin dal principio, ha deciso di distruggere la vittima, recitando l’amore.