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Le chat, il terreno di caccia preferito del narcisista patologico

La società contemporanea è profondamente mutata in molti ambiti: culturalmente, grazie ad una libertà di pensiero ed azione che decenni fa era impensabile; sessualmente, atteso il riconoscimento del diritto anche delle donne, almeno in molti Paesi, a vivere e praticare il sesso slegato dal sentimento e dal legame matrimoniale; a livello tecnologico, anche con l’avvento di una macchina sensazionale: internet. Questa rete informatica consente la comunicazione a livello mondiale in modo simultaneo, permette di conoscere ogni argomento, consente di raggiungere persone sconosciute in ogni angolo del pianeta, e dà, qualora si voglia, la facoltà di mettere in campo uno, due o più vite parallele col semplice movimento delle dita.

Non è arduo comprendere quanto questa risorsa possa attrarre ogni tipologia di individuo ma soprattutto quanto costituisca un terreno di caccia straordinariamente ricco per i narcisisti patologici.

Sul web, non è una novità, circolano, accanto a persone normali e sane, millantatori, guru di ogni specie, sciocchi, malati di solitudine, perditempo, ma anche pedofili e cacciatori seriali di anime e corpi.

Il mondo virtuale, le chat, i social ed i frequentatissimi siti di incontro, sono il mondo ideale per un narcisista patologico.

Innanzitutto, il narcisista patologico si annoia facilmente ed odia investire troppe energie nel perseguire i propri obiettivi: egli vuole tutto e lo vuole facilmente ed è esattamente questo che offre il mondo virtuale, cioè la possibilità di starsene comodamente seduti, senza spreco di denaro e con un investimento di energie minimo mentre si catturano le prede. In un mare pescoso come il web, il narcisista patologico ha la possibilità di mantenere integra la propria facciata di marito o fidanzato ufficiale, se questo è nei suoi piani, pur coltivando decine di relazioni parallele a distanza con persone sempre nuove cui può far credere qualsiasi tipo di realtà.

Il narcisista patologico può indossare qualsiasi maschera, proporsi ora vincente ed affermato, ora pulcino abbandonato, ora simpatico allegrone, ora tenebroso e timido a seconda della malcapitata al di là dello schermo e della webcam. Il narcisista patologico nel mondo virtuale si realizza in pieno, si muove perfettamente, essendo lui stesso un meccanismo virtuale che si è auto prodotto attraverso l’imitazione degli altri intorno a se. In modo veloce e senza alcun rischio di compromettere gli altri compartimenti della propria esistenza che ha interesse a tenere in piedi, può inondare la preda in cerca di amore romantico, spesso disperatamente sola e già devastata da altre relazioni, di messaggi teneri che promettono una storia strabiliante ed intrigante, può farla sentire unica e regina attraverso frasi che riutilizza grazie al tasto copia-incolla così che lo si può trovare facilmente nelle chat di Meetic, di WhatsApp, di Messenger e Badoo anche contemporaneamente impegnato in tre, sei conversazioni praticamente identiche e, in ognuna di esse, recitare la parte dell’uomo coinvolto ed incuriosito, timoroso perché deluso in amore o trascinante e spiritoso, a seconda della partner-chat dall’altro capo della tastiera e di fare tutto ciò mentre, magari, si trova in casa dell’amante del mondo reale che lo crede sul punto di lasciare la moglie, la quale invece aspetta il terzo figlio.

Certamente, il mondo dei siti e dei social è colmo anche di tipologie umane meno distruttive, è colmo del banale traditore o del sessuomane innocuo, o del perditempo derelitto ma una folla piuttosto folta di narcisisti patologici si nasconde dietro ai profili dei contatti virtuali.

Nel mondo virtuale, inoltre, il narcisista patologico può fare molto agevolmente ciò che gli è necessario ad un certo punto di ogni relazione: sparire. Egli con un semplice click rimuove il profilo della vittima, la blocca, scompare, getta la maschera trattandola come se non fosse mai esistita (e difatti è proprio così) anche se il giorno prima faceva intravedere scenari da confetti e da amore tempestoso ed unico.

Lo sfruttamento sessuale infine è facilitato poiché le prede sono appositamente iscritte per cercare un partner, sono in vetrina, con foto a volte tristemente sexy o, nel caso in cui siano pescate dai social, si comprende che sono in cerca di amore e compagnia avendo abboccato velocemente. Inoltre, le perversioni sessuali possono essere manifestate subito poiché nel mondo virtuale tutto è veloce, si dice ti amo a persone con cui ci si scrive da pochissimo, si chiedono foto erotiche, di nudo, messaggi vocali spinti (poi spesso messi in circolazione su altre piattaforme virtuali all’insaputa della preda).

L’abbondanza di vittime che espongono titoli di studio, professioni, stato di famiglia, inoltre, consentono anche di intercettare una preda giusta per spillare denaro e trovare una casa, pagare i debiti qualora questo fosse il suo intento.

Il narcisista patologico avrà anche modo di insultare ed umiliare la partner, quando deciderà di scartarla, rinfacciandogli il fatto che era iscritta ai siti di incontro, fingendo di ritenerla dopo tutto una donna facile di cui non ci si possa fidare.

Anche i ritorni ciclici sono più semplici giacché nel mondo virtuale si sa bene che a volte si scompare poi si riappare e così tutto sembra normale.

Può accadere che il narcisista patologico riversi sui rapporti delle chat ogni forma di violenza psicologica, verbale o sessuale mentre appare a casa come il padre modello e marito invidiabile oppure l’esatto contrario, ossia può picchiare la moglie o maltrattarla moralmente e giocare all’uomo perbene in cerca di conforto ed affetto sul web, tanto che potrebbe scomparire dalla vita della vittima prima che questa abbia potuto scoprire quale era il suo vero volto.

Bisogna però, rendersi conto che il mondo virtuale non è il mondo reale, bisogna capire che il linguaggio virtuale è diverso dal reale, che si usano appellativi, tenerezze, che si esprimono emozioni che tuttavia non sono reali o meglio, lo sono in quell’istante in cui sono pronunciate; bisogna capire che sui siti ci sono uomini che giocano e che catturano prede e lo fanno travestiti da agnelli, lo fanno recitando per bene, sembrando veri. E’ necessario che si acquisisca la conoscenza circa il linguaggio e le relazioni nate e vissute via chat e che non si confonda realtà e virtualità, così come è fondamentale essere consapevoli del fatto che ci saranno ottime possibilità di trovare un disturbato al di là dello schermo.

Una relazione autentica, sia di natura sentimentale che sessuale, si poggia su basi universalmente date: interesse ad incontrarsi, a guardarsi, a conoscersi di persona. Questa base si deve arricchire poi di altri irrinunciabili requisiti: coerenza tra parole e azioni, rispetto assoluto, assenza di ambiguità e queste caratteristiche bisogna immediatamente imporle onde evitare di cadere in relazioni insane, pericolose o semplicemente deludenti.

Bisogna essere coscienti inoltre che le grandi distanze di per sé costituiscono un rischio, poiché soggetti violenti riconosciuti o traditori seriali possono più agevolmente ingannare le prede e districarsi con facilità in storie varie mentre conducono una vita parallela nella propria città.

Conclusioni

Viviamo, purtroppo, nell’era dell’immagine, nella quale bisogna imparare a far buon uso della propria ed essere coscienti che questa è una proiezione non sempre di verità ma spesso di una verità costruita a tavolino che si decide di trasmettere all’esterno per raggiungere obiettivi precisi.

In nessun rapporto bisogna confondere realtà e fantasia, finzione e autenticità, non bisogna accanirsi nel vedere a tutti i costi ciò di cui si ha bisogno o alla fine qualsiasi disturbato potrà essere scambiato per il principe azzurro.