15 Giugno 2024 - 20:14

Messina, Infermiera aggredita al Pronto Soccorso del Piemonte: Sindacati Chiedono Azioni Immediate

L’ennesima aggressione, ai danni di operatori sanitari avvenuta nel Pronto Soccorso del Presidio Ospedaliero Piemonte, segna il terzo incidente simile in poco più di un mese nella città di Messina ed ha sollevato preoccupazioni e richieste di azioni immediate da parte dei sindacati. In una nota congiunta, il segretario provinciale di UGL Salute Messina, Fabrizio Denaro, e il segretario provinciale di UTL-UGL, Tonino Sciotto, hanno sottolineato la gravità della situazione e la necessità di interventi tempestivi.

Le proposte avanzate dalla UGL Salute includono misure concrete come l’operatività 24 ore su 24 di posti di pubblica sicurezza all’interno delle strutture ospedaliere, l’installazione di pulsanti anti-aggressione collegati alle forze dell’ordine, l’adozione di bodycam per la registrazione degli eventi e una maggiore sensibilizzazione dell’opinione pubblica sul ruolo cruciale dei professionisti sanitari. Inoltre, è stata avanzata la richiesta di includere corsi base di autodifesa nella formazione degli operatori sanitari.

Un’altra richiesta importante è stata quella di attuare il Decreto d’Attuazione n. 1603, che riguarda la prevenzione di atti di violenza e aggressioni verbali o fisiche verso operatori sanitari. Pur con rammarico, è emerso che solo una delle Direzioni Generali ha risposto alla nota della UGL Salute, esponendo le iniziative messe in atto per implementare il decreto.

Un aspetto aggravante di questa nuova aggressione è che la vittima è una professionista donna, confermando la tendenza nazionale evidenziata dall’Inail, secondo cui i due terzi delle aggressioni ai danni di operatori sanitari riguardano le donne. Questo dato sottolinea l’urgenza di coinvolgere anche i Comitati Unici di Garanzia (CUG) aziendali nella gestione di tali situazioni.

Secondo la UGL Salute, è fondamentale che vengano applicate rigorosamente le disposizioni del decreto legislativo 31/2024, che prevede la procedura d’ufficio per i gesti di violenza compiuti contro i professionisti sanitari, indipendentemente dalla volontà della vittima di sporgere querela.