24 Maggio 2024 - 14:43

Sette anni fa quel terribile conflitto a fuoco che salvò Antoci

Antoci: “Il Paese è con noi, i giovani sono con noi… se ne facciano una ragione dal 41 bis – Sappiano che non mollo…”.

Era la notte tra il 17 e il 18 di maggio del 2016 quando un commando mafioso attaccava l’auto blindata dell’allora Presidente del Parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci reo di aver creato il cosiddetto “Protocollo Antoci” poi diventato Legge dello Stato e di cui la Commissione Europe ne raccomanda l’applicazione agli Stati membri. Questo strumento normativo ha colpito pesantemente gli affari milionari che giravano attorno ai Fondi Europei per l’Agricoltura in mano alle mafie e per evitare tutto questo Antoci andava fermato.
“Un attentato commesso con modalità tipicamente mafiose…” “con la complicità di ulteriori soggetti, che si erano occupati di monitorare tutti gli spostamenti dell’Antoci…” “un vero e proprio agguato meticolosamente pianificato e finalizzato non a compiere un semplice atto intimidatorio e/o dimostrativo, ma al deliberato scopo di uccidere…” così scrive la magistratura negli atti di indagine.
Ma la pronta risposta degli uomini della scorta e il sopraggiungere di un’altra auto della Polizia di Stato, con a bordo il Vice Questore Daniele Manganaro, evitarono il peggio e dopo un violento conflitto a fuoco, fra gli attentatori e i quattro poliziotti di scorta, il Presidente Antoci fu tratto in salvo.

È dello scorso dicembre la scoperta, attraverso un’indagine dei Carabinieri, che dalle carceri e dal 41 Bis trapela la volontà di uccidere Antoci, di colpirlo ancora. Per tale ragione è stata portata ai massimi livelli la scorta del Presidente rafforzando anche il regime di sicurezza della sua famiglia.

Oggi al Teatro Mandanici di Barcellona Pozzo di Gotto (ME), terra nota per la presenza di importanti famiglie mafiose e dove hanno soggiornato importanti latitanti, il Prefetto di Messina Cosima Di Stani ha voluto organizzare un importante evento dal titolo “Legalità e Responsabilità per la crescita dei territori” ove parteciperanno centinaia di ragazzi di tutte le scuole e tutte le istituzioni civili e militari.

Saranno relatori del convegno anche il Vice Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d’Armata Riccardo Galletta, il Procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia Rosa Raffa e Giuseppe Antoci che, attraverso la sua testimonianza, che porta in giro per tutta Italia incontrando migliaia di studenti, racconta una storia di normalità, la storia di un uomo e di una famiglia che hanno compiuto fino in fondo il loro dovere pagando conseguenze pesantissime sotto il profilo della sicurezza.

“In questa giornata – dichiara Antoci – dove la mia mente e il mio cuore tornano a quella terribile esperienza, il mio pensiero e il mio ringraziamento vanno certamente agli uomini della Polizia di Stato che quella notte mi salvarono la vita. A loro il Paese deve essere grato per aver evitato un’altra strage di mafia”.

“Ringrazio il Prefetto di Messina Cosima Di Stani – continua Antoci – per aver voluto quest’anno stare al mio fianco in questo giorno difficile. Oggi, però, respiriamo un’aria diversa, quella del grande risultato del Maxiprocesso Nebrodi per il quale risultato sono grato alla DDA di Messina e al Tribunale di Patti. Così come sarò sempre grato alle persone che oggi saranno al mio fianco, alla Dott.ssa Rosa Raffa che ho sentito vicina nei momenti difficili dandomi forza e coraggio e al nuovo Vice Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Generale Riccardo Galletta fra i primissimi ad accorrere a casa mia, quale allora Comandante della Legione Carabinieri Sicilia, quel 18 maggio 2016 e che contribuì in maniera determinante alla storica costituzione del Reparto Cacciatori di Sicilia che oggi rappresenta un presidio importantissimo per questa terra di Sicilia bellissima e che qualcuno tenta di far tornare ad essere disgraziata. Non ci riusciranno perché la verità è che il Paese è con noi, i giovani sono con noi, se ne facciano una ragione dal 41 bis. Sappiano che io non mollo…”. – così Giuseppe Antoci Presidente Onorario della Fondazione Caponnetto ed ex Presidente del Parco dei Nebrodi.

Il Vice Questore Manganaro e i Poliziotti della scorta della Polizia di Stato sono stati promossi per merito straordinario con Medaglia al Valore proprio per aver salvato la vita ad Antoci. Il miglior modo per esaltare l’esempio di valorosi servitori dello Stato ma questa volta, grazie a Dio, da vivi.