15 Giugno 2024 - 19:02

Truffa sugli Eco-Bonus: Sequestrati 1,7 Milioni di Euro a Quattro Soggetti e un Istituto di Credito

Oggi, il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Messina ha eseguito un’ordinanza cautelare emessa dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto. Il provvedimento dispone il sequestro preventivo di circa 1,7 milioni di euro nei confronti di quattro individui e un istituto di credito, nell’ambito di un’indagine sull’indebita percezione di bonus edilizi.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto, hanno rilevato un sistema fraudolento volto a sfruttare indebitamente i benefici fiscali del decreto Legge 34 del 2020, noto come decreto “Rilancio”, e successive integrazioni. L’inchiesta ha avuto inizio da alcune anomalie nei movimenti di denaro, con giroconti bancari disposti dagli indagati verso conti esteri a loro riconducibili, con la causale “accredito per cessione crediti d’imposta”.

I Finanzieri della Compagnia della Guardia di Finanza di Milazzo hanno scoperto che flussi finanziari per oltre 800.000 euro provenivano da un istituto di credito che aveva monetizzato i crediti fiscali legati agli eco-bonus, sismabonus, bonus facciate e bonus recupero patrimonio edilizio, ceduti tramite la piattaforma “cessione crediti” dell’Agenzia delle Entrate.

Ulteriori investigazioni, comprese richieste di dati all’Agenzia delle Entrate e agli Enti Locali, sopralluoghi riservati e accertamenti bancari complessi, hanno permesso di ricostruire ulteriori crediti ottenuti mediante dichiarazioni mendaci inserite nei sistemi informatici dagli indagati. Questi, infatti, non avevano appaltato i lavori di manutenzione a nessuna ditta né ricevuto fatture corrispondenti agli importi auto-certificati.

Inoltre, non c’era traccia di comunicazioni obbligatorie di inizio lavori (CILA/CILAS) presso gli Uffici Comunali competenti e gli indagati non risultavano proprietari né conduttori degli immobili. I fittizi crediti fiscali venivano quindi ceduti a un istituto creditizio per la monetizzazione, frazionando l’ammontare complessivo attraverso plurime cessioni per eludere la normativa antiriciclaggio.

Il provvedimento cautelare è stato adottato durante le indagini preliminari; pertanto, gli indagati sono presunti innocenti fino a una condanna definitiva che accerti la loro responsabilità al termine del processo, che si svolgerà con il contraddittorio davanti a un giudice terzo e imparziale.

L’attività investigativa dimostra l’impegno continuo della Guardia di Finanza di Messina e della Procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto nella protezione della sicurezza economico-finanziaria del territorio, nel contrasto agli illeciti contro il pubblico Erario e nella tutela del mercato legale e dell’economia sana, garantendo il corretto pagamento delle imposte destinate a finanziare la vita pubblica del Paese.