24 Maggio 2024 - 19:22

Un appello pasquale per la pace: Mons. Accolla invita alla solidarietà e alla speranza

Il richiamo alla pace e alla solidarietà nel messaggio pasquale dell’Arcivescovo di Messina, Mons. Giovanni Accolla, ha posto l’accento su temi cruciali che permeano la società contemporanea. Durante gli auguri pasquali con i giornalisti, Mons. Accolla ha lanciato un vibrante appello contro i conflitti che insanguinano il pianeta, definendo le guerre come una negazione stessa del significato della Pasqua.

“Con le guerre”, ha dichiarato il prelato con fermezza, “è una Pasqua mortificata, tradita, annullata. È come se ancora Gesù lo si vuole mettere in croce, però hanno fatto tutti i conti sbagliati. Gesù non inflaziona la sua paternità. Gesù è il volto della misericordia del Padre. Dio non abbandona i suoi figli, questo è il motivo della nostra speranza.”

Il richiamo di Mons. Accolla alla speranza e alla fiducia in Dio ha ribadito la necessità di rimettersi costantemente in gioco, senza mai perdere la determinazione di perseguire la pace e la solidarietà. Ha utilizzato l’immagine dei surfisti, coloro che sfidano le onde senza lasciarsi travolgere dal vento, come esempio di resilienza e determinazione.

Il suo augurio per la città è stato quello di trovare pace nel cuore, sottolineando che la pace autentica può essere raggiunta solo attraverso la condivisione e la solidarietà reciproca. “La pace si ha quando si condivide con gli altri, quindi cresce e possa crescere in ognuno di noi il senso di appartenersi l’un l’altro, l’idea di popolo, di popolo che si appartiene”, ha enfatizzato l’Arcivescovo.

Mons. Accolla ha poi esortato a guardare alle persone più povere e semplici come fonti di ricchezza interiore, sottolineando che la loro semplicità spesso cela una profonda saggezza e apertura d’animo. “I nostri cittadini ne hanno di risorse, a voi sembra strano – spiega – ma io ho visto che le persone più abbandonate, più sole, più povere, più semplici, sono quelle che hanno tante risorse in più. Le persone che invece hanno tanto pensano spesso a conservare ciò che hanno, non lo vogliono sprecare. La cultura del salvadenaio. Il povero ha un cuore più libero, quindi si apre sempre e significa che è sempre più creativo. Ed ha più ha l’immagine di Dio”.

Infine, l’Arcivescovo ha sottolineato che la speranza è una virtù sempre minacciata, ma vitale per il futuro dell’umanità, e ha invitato tutti a essere pellegrini di speranza, investendo fiducia nel potere trasformativo dell’amore e della solidarietà.