15 Giugno 2024 - 18:52

Vinitaly 2024: i 200 anni di Duca di Salaparuta

Dal 14 al 17 aprile, nella prestigiosa vetrina di Vinitaly, Duca di Salaparuta si farà portavoce d’arte ed eccellenza grazie ad un progetto con al centro il territorio in cui tutto ha avuto inizio, quello di Bagheria, che supera i confini della Sicilia e si apre al mondo. Nell’anno delle 200 vendemmie, la storica cantina continua, infatti, nel recupero delle radici di una terra che profuma ancora di zagara, in un percorso di affermazione enoculturale che passa anche dal restyling delle etichette più rappresentative.

La Linea Autentici di Sicilia si riveste di nuove suggestioni grazie alle pennellate di Renato Guttuso, straordinario artista e intellettuale del Novecento. Duca di Salaparuta rende omaggio a Guttuso e alla sua opera “Paesaggio dell’Aspra” che esplode nelle etichette di sei vini, espressione del valore e dell’autenticità identitaria del vitigno e del terroir. Sono vini contemporanei e dallo stile inconfondibile: Grillo, Nero d’Avola, Frappato, Chardonnay, Syrah e un Rosato da uve Frappato che si vestono dei colori di Sicilia, diventando, insieme, un vero inno alla bellezza di un luogo senza tempo.

Vita e vite lasciano un segno anche nella Linea Le Tenute con l’occhio e la visione fotografica di Mimmo Pintacuda, importante fotografo originario di Bagheria che, con il suo obiettivo, ha immortalato scorci, tradizioni e attimi che rivivono nelle etichette di Passo delle Mule, Sentiero del Vento e Kados. Uno dei Nero d’Avola più amati e due vitigni a bacca bianca fortemente identitari, che esprimono al meglio le sfumature della Sicilia di Duca Salaparuta e che portano in etichetta il contrasto del bianco e nero di Mimmo Pintacuda, per raccontare di un territorio vivido e intenso.

Il mosaico delle iniziative promosse per i 200 anni di Duca di Salaparuta si completa con Triskelè. Un Nero d’Avola fedele all’essenza della sua prima annata di produzione, 1998, ma che si rinnova nella veste con le pennellate di Emilio Murdolo, maestro di Renato Guttuso e riconosciuto per l’arte pittorica dei carretti siciliani. È la sua opera raffigurante Villa Valguarnera, a Bagheria, a vestire questo vino straordinariamente importante per ciò che esprime e racconta: la nascita di una storia siciliana lunga 200 anni.

“Ci apriamo al mondo con un messaggio di profonda coerenza con la storia secolare di Duca di Salaparuta. Quella modernità e quell’impegno imprenditoriale che hanno contraddistinto la famiglia Alliata è, oggi, un patrimonio che ci sfida ogni giorno – spiega il Direttore delle Cantine Duca di Salaparuta, Roberto Magnisi – su valori che hanno modellato la fisionomia del vino siciliano in Italia e nel mondo. L’arte è un linguaggio universale e la cultura del vino deve, con sapienza, sposarne le capacità evocative e di immagine. Guttuso, Pintacuda e Murdolo sono un giacimento identitario di straordinaria importanza, non solo perché ampiamente riconosciuto, bensì per riflettere nella nostra contemporaneità il messaggio culturale che Bagheria e il suo territorio seppero grandemente affermare, con originalità, forza comunicativa e spessore. Un habitat di pensiero ed esperienze creative che hanno nel poeta Ignazio Buttita e nel regista Giuseppe Tornatore, altre componenti essenziali per leggere il ruolo propulsivo di questa città unica nel suo genere che è Bagheria. Il nostro omaggio più caro a questa Sicilia dell’arte, della poesia e dell’intelletto”.

La 56esima edizione del Salone internazionale del vino di Verona diventa dunque la cornice della celebrazione di una delle Aziende vitivinicole più storiche di Sicilia, che ha saputo individuare nell’areale compreso tra Bagheria, Aspra, Mongerbino e Casteldaccia, quel potenziale culturale ed enologico che ha fatto di Duca di Salaparuta un’Azienda pioniere del vino di qualità in Sicilia.