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Fai-Flai-Uila: Subito la riforma forestale. Bandiera e Cordaro spieghino cosa e quanto serve, o torneremo a protestare

“Sono trascorsi 159 giorni, o se volete 22 settimane e 5 giorni, da quando gli assessori regionali Edy Bandiera e Totò Cordaro assunsero con i rappresentanti di Fai Cisl-Flai Cgil-Uila Uil Sicilia impegno (solenne?!) per la presentazione di un disegno di legge di riforma forestale. Da allora, nulla di fatto. Bandiera e Cordaro spieghino subito cosa e quanto serve per la presentazione della riforma, o noi torneremo a protestare nelle prossime settimane e stavolta chiameremo alla mobilitazione anche gli amministratori locali dei 213 Comuni che assieme a migliaia di lavoratori hanno aderito alla Giornata SVEGLIAREGIONE!, il 5 aprile, e alle nostre proposte”. Lo affermano le Segreterie regionali di Fai-Flai-Uila, convocate a Palermo oggi (lunedì 9 settembre) nella sede Fai Cisl dai segretari generali Pierluigi Manca, Alfio Mannino – recentemente eletto anche alla guida della Cgil Sicilia – e Nino Marino. I componenti dei gruppi dirigenti delle tre organizzazioni sindacali aggiungono: “Resta impellente la necessità di un provvedimento fondato sulla valorizzazione della professionalità e la stabilizzazione dei forestali per la tutela permanente, vera e non emergenziale del territorio siciliano. Piuttosto che accorrere nei luoghi dei disastri ambientali per annunciare non meglio precisati piani di intervento, il presidente Nello Musumeci e i suoi assessori facciano prevenzione. Finora, invece, solo opportunità negate come quella rappresentata dall’ostinazione nel negare applicazione al nuovo contratto integrativo regionale di settore che prevede l’insediamento del Comitato paritetico bilaterale regionale con funzione di Osservatorio e dei Comitati paritetici provinciali. Per ragioni inconfessate e inconfessabili, il governo Musumeci continua a non dare attuazione a un accordo vigente che fra l’altro prevede la creazione di uno strumento espressamente dedicato a esaminare i programmi d’intervento territoriale e verificarne lo stato d’attuazione. Su questa e altre omissioni del governo Musumeci, noi siamo pronti a dare ancora battaglia!”.
Le segreterie di Fai-Flai-Uila, che hanno ricordato il bracciante morto di lavoro nero a fine agosto in Campania e l’operaio forestale ucciso da un fulmine giovedì in Calabria, concludono affermando “di non avere alcuna intenzione di lasciare ma anzi di voler raddoppiare le battaglie di civiltà in favore della Sicilia e dei siciliani, rivendicando insieme con la riforma forestale pure l’adozione di un provvedimento regionale contro lo sfruttamento in agricoltura e il caporalato”. Spiegano i sindacati: “Non comprendiamo perché governo regionale e Ars non siano riusciti a trovare tempo e voglia per combattere i nuovi schiavisti dei campi con interventi analoghi a quelli assunti da altre Regioni. Per ultimo, dalla Regione Lazio. Anche qui sollecitiamo un testo che esalti innanzitutto il ruolo della Rete del Lavoro agricolo di Qualità, introdotta dalla legge nazionale contro il caporalato che prevede una sinergia tra istituzioni, sindacato e associazioni d’impresa per promuovere la legalità nella filiera agroalimentare. Ciò significa regolare il trasporto e l’accoglienza dei lavoratori, rendere trasparente il mercato del lavoro con elenchi di prenotazione per l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, prevedere indici di congruità tra attività di raccolta delle produzioni e fabbisogno occupazionale. A tutto questo deve essere vincolata l’erogazione di premialità alle aziende agricole, in modo tale da isolare gli imprenditori disonesti. Che, forse, sarebbe meglio chiamare: prenditori!”.