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Sequestro a Maregrosso: Accorinti e tre ex assessori fra gli indagati [FOTO, NOMI e DETTAGLI]

Rifiuto ed omissione di atti ufficio, occupazione abusiva di spazio demaniale, falso in atti pubblici e gestione illecita di rifiuti. Sono questi i reati contestati a vario titolo agli  nei confronti degli 11 indagati nell’ambito dell’inchiesta che ha condotto al sequestro di una vasta area di Maregrosso. Tra gli indagati risultano l’ex sindaco di Messina Renato Accorinti, gli ex assessori comunali Sergio De Cola, Daniele Ialacqua e Sebastiano Pino e i dirigenti del Comune Romolo dell’Acqua, Salvatore Cardia e Domenico Signorelli. Insieme a loro anche tre dirigenti regionali Giampaolo Nicocia, Aldo Guadagnino e Marco Messina, inoltre risulta indagato Salvatore Croce titolare di una ditta addetta allo smaltimento di rifiuti sita all’interno dell’area di Maregrosso.

L’area in questione di grande impatto paesaggistico, che costituisce rilevante potenziale turistico per la città di Messina è stata, per anni, ridotta ad una discarica a cielo aperto di materiale inerte. Nello specifico viene contestato il reato di rifiuto di atti d’ufficio, per aver omesso di utilizzare integralmente i fondi relativi a due finanziamenti, ammontanti ad un totale di 400.000 Euro, concessi dalla Regione Sicilia, ed ottenuti al fine di effettuare lavori di demolizione a seguito di violazioni edilizie comprese su demanio pubblico a Maregrosso.

n entrambi i casi l’amministrazione comunale “procedeva sistematicamente ad attivare presso la Regione Sicilia la procedura di riaccredito delle somme non utilizzate, omettendo di verificare la tempestiva e corretta trattazione del procedimento da parte del competente ufficio regionale, e rifiutava indebitamente di procedere all’utilizzo immediato del finanziamento concesso, necessario per ragioni di igiene e sanità, causando alla fine la perdita delle somme residue non utilizzate: 115.248 Euro per il primo finanziamento e 117.831 Euro per il secondo. Inoltre alla precedente Amministrazione viene anche contestato  di avere “omesso indebitamente di attivare la procedura prevista dall’art. 192 del Testo Unico Ambientale (d.lvo 152/2006), al fine di effettuare la necessaria bonifica dell’area in danno dell’ente proprietario, ovvero la Regione Sicilia – Assessorato Regionale Territorio e Ambiente”.

Nei confronti del titolare della ditta di Maregrosso viene contestato di aver “occupato abusivamente parte del demanio marittimo, per un totale di 1400 mq,  in quanto privo- dal 2011 – del titolo autorizzativo, scaduto ormai da molti anni e di avere continuato ad esercitare l’attività di scarico di rifiuti.Anche tale condotta  era notoria ma ciò nonostante, si è tollerato che la ditta  continuasse  a scaricare  materiale  di risulta  occupando un’area sempre maggiore. Né, d’altra parte, i soggetti pubblici hanno impedito il deposito incontrollato e sistematico di rifiuti da parte di soggetti ignoti che  approfittavano  dello stato di abbandono dell’area, omettendo – ancora una volta – di rimuovere il materiale di risulta proveniente dalla demolizione di immobili abusivi e contribuendo con tale condotta a  mantenere una discarica abusiva all’interno dell’area”.