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Tassi usurari, Gip dispone un’indagine contabile su banca Monte dei Paschi

Il Gip di Enna, Luisa Maria Bruno, ha rigettato la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura che aveva ritenuto infondata la notizia di reato di usura commesso dalla banca Monte dei Paschi di Siena ai danni di una commerciante. Il Giudice dell’udienza preliminare, accogliendo l’opposizione dell’avvocato Salvatore Cavallaro, ha restituito gli atti al pm e disposto «l’espletamento, entro sei mesi, di un’indagine contabile». Secondo il Gip «la conferma dei dati evidenziati dal consulente e l’accertamento dell’incidenza concreta del calcolo della commissione di massimo scoperto sull’usurarietà dei tassi applicati potrebbe destituire di fondamento le considerazioni svolte dal pubblico ministero nella richiesta di archiviazione in merito alla carenza dell’elemento soggettivo».

La commerciante ha aperto nel 2006 un conto corrente in una filiale di Piazza Armerina della Banca Antonveneta, poi divenuta Mps. L’attività è cessata nel 2010 e nel 2013 la banca ha chiesto un residuo non pagato del conto corrente, che da qualche migliaio di euro era lievitato a più di diecimila, per l’applicazione di interessi, oneri e commissioni bancarie. Per tutelare la propria posizione la donna si è rivolta allo studio legale dell’avvocato catanese Giuseppe Lipera, che ha reso noto la vicenda, assistita dal penalista Salvatore Cavallaro. Dall’analisi della documentazione bancaria esperti contabili della commerciante hanno ritenuto l’applicazione di tassi usurari e di interessi anatocistici. Il debito contestato da Mps nel frattempo è arrivato a quasi 30 mila euro.