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Sicilia Futura: “Anziché dimettersi il Sindaco o il Consiglio Comunale, rinunciamo tutti a qualsiasi indennità”

I consiglieri del gruppo Sicilia Futura: Alessandro De Leo, Daria Rotolo, Pietro La Tona e Nino Interdonato, con un comunicato espongono il loro pensiero in merito alle richieste del sindaco, rispondono alle minacciate dimissioni e propongono infine una soluzione alternativa per tutti gli attori in causa, Sindaco, Assessori, Consiglieri, Componenti dei Consigli di Amministrazione delle Partecipate, proponendo di rinunciare a qualsiasi indennità e di operare in maniera totalmente gratuita per dimostrare il bene per la Città amministrata.

“La deliberazione di Giunta Comunale n. 512 del 6.9.2018 avente per oggetto modifiche al Regolamento di funzionamento del Consiglio Comunale, configura in modo evidente l’obiettivo del Sindaco Cateno De Luca, con la scusa di rendere più efficiente il Consiglio stesso, di dettare le regole di funzionamento dell’organo collegiale che viceversa è stato eletto dai cittadini per indirizzare e controllare l’operato del Sindaco. Saremmo al ribaltamento delle regole democratiche: la legge prevede che sia il Consiglio comunale ad indirizzare il Sindaco ed a controllarne l’operato e invece il novello “legislatore” De Luca si sostituisce al Parlamento nazionale e regionale e vorrebbe dettare lui le leggi e le regole. Politicamente la “scorrettezza” è ancora più evidente, perché il Sindaco condiziona l’approvazione di dette modifiche al ritiro delle sue annunziate dimissioni. Siamo in presenza, quindi, di un vulnus alle regole democratiche senza precedenti. Ovviamente, la pagina Facebook del Sindaco completerà il percorso facendo credere al suo “popolo” che i Consiglieri vogliono fare ostruzionismo, che sono attaccati alla poltrona ed al gettone di presenza, che lo costringono, insomma, a dimettersi.

Noi Consiglieri comunali appartenenti al gruppo di Sicilia Futura che responsabilmente abbiamo votato in tempi, forse anche troppo rapidi (vista l’importanza del tema), la delibera di costituzione dell’Agenzia per il Risanamento, vogliamo ancora una volta assumere un atteggiamento responsabile e cercare di capire le esigenze del Sindaco, facendo, però, un’analisi onesta e completa di ciò che sta in campo.

Il Sindaco, che già nel vigente Regolamento ha le sue prerogative in materia, sostiene la necessità di stabilire delle regole ancor più stringenti per garantire idonei rapporti tra Amministrazione e Consiglio comunale in quanto a Messina si è generata, nei fatti, l’anomalia che il Sindaco non ha una maggioranza consiliare. Ciò, a suo dire, potrebbe comportare che il Consiglio faccia ostruzionismo e lasci a “bagnomaria” provvedimenti importanti impedendogli di amministrare. Non è chiaro cosa glielo faccia pensare, considerato che finora ha proposto al Consiglio solo tre delibere, due delle quali già esitate in tempi rapidissimi. Nella seduta consiliare del 4 settembre, ha testualmente dichiarato: “Io ho bisogno che il Consiglio mi dica si o no alle proposte, ma che lo faccia in tempi rapidi e, comunque, certi”.

Sicilia Futura è perfettamente in linea con questa richiesta del Sindaco e, ancorché, nella totalità dei Regolamenti di funzionamento dei Consigli comunali delle città italiane che abbiamo visionato, tale previsione non esiste, siamo d’accordo a fissare tempi certi per giungere alle deliberazioni. Certo, non possono essere i 10 giorni indicati dal Sindaco, perché un Consiglio Comunale composto da 32 persone non può e non deve decidere in un tempo cosi ristretto, soprattutto nel momento in cui le delibere dovessero essere in numero cospicuo, ma certamente è opportuno fissare un tempo massimo in modo che l’Amministrazione possa programmare le sue attività sapendo, per esempio, che otterrà quel parere, positivo o negativo, entro 30 giorni., come d’altronde avviene per qualsiasi cittadino che se presenta un’istanza al Comune ha diritto ad avere risposta entro il medesimo tempo. Su questo, quindi, non solo il confronto ci sta, ma è condivisibile anche la richiesta del Sindaco nel pretendere tempi certi.

Parimenti accettabile risulta la richiesta secondo la quale nel fissare le riunioni di Commissione e Consiglio per le quali si richiede la presenza del Sindaco, degli Assessori e dei Dirigenti comunali, è necessario concordare la data e l’ora con i diretti interessati che potrebbero avere altri impegni. Questo ci pare rientri già nei parametri dell’educazione, anche senza bisogno di essere normato. Ma passi anche questo. Anche sulle dirette streaming e sulla necessità di ridurre al minimo gli emendamenti, Sicilia Futura è pronta a discutere.

Tutto il resto della proposta di modifica è semplicemente “inaccettabile e offensivo”, perché mette in discussione l’onorabilità, la serietà e la professionalità di ogni singolo consigliere comunale, che prima ancora di essere tale è comunque un cittadino ed un professionista onesto. La proposta, ragionando dei gettoni di presenza e vincolandoli ad alcune condizioni irrealizzabili, vuole gettare il sospetto che nelle sedute di Commissione e di Consiglio si temporeggi al solo fine di aumentare il numero di gettoni da percepire. A prescindere dal fatto che la legge già prevede un tetto massimo rispetto al numero di gettoni di presenza erogabili ai consiglieri comunali, riteniamo offensiva questa impostazione perché compito del Consigliere non è solo partecipare alle Commissioni ed ai Consigli, ma incontrarsi con gli uffici, acquisire gli atti, studiarli, fare mozioni, proposte, interrogazioni, interpellanze, ascoltare le richieste dei cittadini amministrati, farsene portavoce, tutto un lavoro che non si può quantificare né semplicemente ridurre alla partecipazione alle sedute di Commissione e/o Consiglio, dove, comunque, tutte queste attività di studio e controllo vanno condivise con gli altri colleghi in un dibattito che deve essere sereno e congruo senza essere finalizzato ad una decisione immediata o peggio ancora al minutaggio necessario per “conquistare” il gettone di presenza. Riteniamo “scorretto” questo modo di agire del Sindaco, così come sarebbe scorretto se noi gli chiedessimo di spiegarci perché tra l’ indennità di Sindaco e quella di Deputato regionale ha preferito la seconda, ancorché sia evidente a tutti che stia svolgendo in maniera prevalente, se non esclusiva, la funzione di Sindaco. Cosa sta producendo Cateno De Luca alla Regione siciliana, per meritare che i cittadini isolani si accollino la sua indennità, fra l’altro più sostanziosa di quella da Sindaco di Messina. O quelli della Regione non sono soldi pubblici quanto quelli del Comune? Sarebbe, altresì, scorretto se chiedessimo agli Assessori comunali quante proposte di delibere hanno avanzato per giustificare la loro indennità mensile molto più alta di quella di un consigliere comunale e che percepiscono senza dover dare conto a nessuno, se non al Sindaco, nemmeno della loro presenza attraverso sofisticati sistemi elettronici per come avviene per i Consiglieri comunali. Sarebbe scorretto tutto questo, perché sappiamo che gli Assessori stanno lavorando, perché li vediamo, a prescindere dal fatto che abbiano o meno firmato le proposte di Giunta che sono tutte a firma del Sindaco, o che abbiano un badge marca – presenza.

Tuttavia, considerato che il Sindaco la pone su questo piano, tentando di additarci alla città come dei nullafacenti e per di più retribuiti, facendo leva sui vecchi “vizi e difetti” della politica cittadina che non ci appartengono, desideriamo avanzare la seguente proposta di buon senso: anziché dimettersi il Sindaco o il Consiglio Comunale, rimaniamo tutti ai nostri posti, rinunciando a qualsiasi indennità e operando in maniera totalmente gratuita per il bene della Città che rappresentiamo. Ma tutti, però, nessuno escluso: Sindaco, Assessori, Consiglieri, Componenti dei Consigli di Amministrazione delle Partecipate. Daremmo così veramente un bel segnale ai nostri cittadini ed eviteremmo di dover contare il minutaggio di un’attività che dovrebbe essere la nobile arte della politica e che, invece, per lo sciacallaggio di chi pur di vincere le elezioni fa “populismo” è diventata una cosa di cui quasi doversi vergognare.”