18 Giugno 2024 - 14:41

Mobilitazione a Messina: Cgil e Uil contro la manovra economica del Governo e per difendere salari e pensioni

Anche a Messina, la mobilitazione di Cgil e Uil è intensa, focalizzata su salari, pensioni, e in opposizione alla manovra economica del Governo che, secondo i sindacati, penalizza il lavoro e non arresta il declino economico. Giovedì 16 novembre si terrà un’azione di volantinaggio, seguita da un presidio venerdì 17. Inoltre, lunedì 20 è previsto uno sciopero in Sicilia con la partecipazione a una manifestazione a Siracusa.

La mobilitazione nel territorio messinese mira a spingere il Governo a rivedere la sua manovra finanziaria considerata ingiusta. Cgil e UIL vogliono ottenere misure che aumentino i salari e affrontino le difficoltà sociali ed economiche. La loro critica si concentra sui provvedimenti che non contrastano l’impoverimento drammatico dei lavoratori e dei pensionati, né offrono prospettive ai giovani. Al contrario, sostengono, si verificano tagli significativi nei settori sociali e nessuna azione sulla precarietà, in un contesto di politiche che colpiscono pesantemente il mondo del lavoro e del Mezzogiorno.

Cgil e Uil Messina puntano a una diversa politica economica, sociale e contrattuale per estendere i diritti. Il 16 novembre, alle 10, è previsto un volantinaggio al mercato Vascone di Messina. Il 17 novembre, nella giornata dello sciopero nazionale del pubblico impiego, della conoscenza e dei trasporti, è programmato un presidio davanti alla sede Inps messinese di Via Garibaldi. La previdenza e la protesta contro misure che peggiorano la Legge Fornero sono temi centrali nella mobilitazione.

I segretari generali della Cgil Messina, Pietro Patti, e della Uil Messina, Ivan Tripodi, sottolineano l’importanza di ridurre le disuguaglianze e promuovere la crescita, specialmente nel Sud. Esprimono preoccupazione per le politiche attuali che sembrano penalizzare e impoverire il lavoro, mancare di prospettive per i giovani e tagliare investimenti in settori cruciali come la sanità e i servizi pubblici.

Il 20 novembre, con uno sciopero in Sicilia e la partecipazione a una manifestazione a Siracusa, le organizzazioni sindacali territoriali mirano a promuovere nuove politiche orientate allo sviluppo industriale, con attenzione alla transizione ambientale ed energetica. Queste politiche dovrebbero essere coniugate con l’aspetto sociale per creare occupazione, utilizzare le risorse del Pnrr e dei fondi strutturali europei per lo sviluppo dei territori più fragili, e fermare l’emigrazione e lo spopolamento.

Cgil e Uil Messina sottolineano che la mobilitazione serve anche a opporsi all’autonomia differenziata proposta dal governo Meloni, che mette a rischio i diritti fondamentali nelle regioni più deboli del Paese.