18 Maggio 2024 - 22:18

Ok del Senato al dl sul Ponte sullo Stretto, è legge

103 i voti favorevoli, 49 i contrari e 3 gli astenuti

Via libera alla conversione in legge del decreto sul ponte sullo Stretto di Messina.

L’aula del Senato l’ha approvato con 103 voti favorevoli, 49 contrari e tre astenuti.

Presente il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini. Dai banchi del centrodestra e’ partito un applauso.
Il provvedimento, che era stato approvato alla Camera lo scorso 16 maggio, definisce, tra l’altro, l’assetto della società Stretto di Messina Spa e riavvia le attività di programmazione e progettazione.

Salvini, grande giornata per Italia intera

«Via libera dal Senato, il decreto Ponte è legge. Oggi è una grande giornata, non solo per Sicilia e Calabria ma per l’Italia intera. Orgoglioso di questo nuovo traguardo: proseguiamo sulla strada dei ‘si», con coraggio e buonsenso». Così il segretario leghista Matteo Salvini sui social.

Siracusano, opera indispensabile, governo pronto ad ingranare la quarta

“Il decreto Ponte è stato approvato dall’Aula del Senato, ed è dunque ufficialmente legge dello Stato.
Una bella notizia per l’Italia, per la Sicilia e per la Calabria.
Adesso il governo è pronto ad ingranare la quarta per iniziare i lavori entro il 2024 e per dare al Paese un’infrastruttura indispensabile per proiettarci nel futuro.
Da messinese ringrazio il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, il ministro per le Infrastrutture e i trasporti, Matteo Salvini, e soprattutto il presidente Silvio Berlusconi, che da visionario della politica e della società aveva già anni fa avviato quest’opera straordinaria, bloccata soli dall’ottusità della sinistra.
Adesso si volta pagina, ed oggi abbiamo scritto un’importante pagina di storia”.

Floridia: “Si parla solo dell’affare ponte. Serve serietà da questo Governo e non permetteremo di distruggere Messina con un progetto che non c’è e non ha copertura finanziaria”

La senatrice messinese Barbara Floridia (M5S) è intervenuta in Aula in dichiarazione di voto per la conversione in legge del Decreto Ponte. Di seguito alcuni passaggi del suo discorso: “Abbiamo assistito in questo ultimo periodo a tanti slogan e motti, volti a confondere i cittadini dal vero oggetto del provvedimento in discussione, contrapponendo i ‘si’, con i ‘no’, dimenticando la maglietta indossata qualche anno dell’attuale ministro Salvini contro il Ponte sullo Stretto, collocando noi minoranza nella fazione di coloro che sono contro lo sviluppo del nostro Paese.

Questo Governo, che definirei Governo dell’assurdo, è incapace di mettere a terra opere per le quali i soldi ci sono, promettendo di realizzare infrastrutture faraoniche come il Ponte sullo Stretto di Messina, per le quali i soldi non ci sono.

In quest’Aula non si sta parlando della realizzazione del Ponte, perché non ci sono le risorse e non esiste un progetto cantierabile. In questo decreto si vuole soltanto riabilitare la società Ponte sullo Stretto che già ci è costata 300 milioni di euro, tranquillizzare il consorzio Eurolink dopo la causa di 700 milioni fatta allo Stato evitando una gara pubblica e rispolverare un progetto che aveva incassato oltre 200 criticità mai risolte.

Stiamo parlando oggi dell’affare ponte, da concludersi al più presto con la decretazione d’urgenza perché bisogna fare presto, bypassando il Parlamento, ignorando persino il gruppo di lavoro del Ministero dei Trasporti che stava ancora effettuando ulteriori studi per valutare le modalità di collegamento più opportune e probabilmente molto meno onerose del Ponte a campata unica.

Questo Governo dovrebbe, però, dire ai cittadini quali servizi taglierà per recuperare i 15 miliardi per realizzare il Ponte e, soprattutto, dovrebbe coinvolgere gli Enti locali interessati visto che i loro territori saranno stravolti.

Si rischia di distruggere due città, di mettere sulla strada centinaia di famiglie, per una foto ricordo con la prima pietra, con un progetto che non c’è e senza copertura finanziaria. La responsabilità di questo scempio sarà di Giorgia Meloni che, per tenere buono un alleato di Governo, avrà contribuito a un disastro colossale e noi questo non lo dimenticheremo”.

Nino Germanà (Lega), giornata storica per Sicilia e Italia

“Grazie al lavoro costante e pragmatico svolto da subito dal vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e a un esecutivo di centrodestra, prende forma finalmente un progetto che la sinistra ha accantonato per anni. Voglio ricordare tutti i siciliani che si sono battuti per la sua realizzazione, uno fra tutti il compianto senatore messinese Nino Calarco, giornalista, uomo di grandi idee, politico per missione. Per 44 anni ha diretto la Gazzetta del Sud, giornale dei siciliani e dei calabresi, ed è stato anche presidente della Società Stretto di Messina dal 1987 al 2002. Il suo obiettivo era la realizzazione del collegamento tra la Sicilia e l’Europa. È anche a Calarco che oggi dedico questo grande risultato. Il Ponte sullo Stretto rappresenta la più importante opera strategica e green che potrà rendere il Meridione l’hub dell’Europa nel Mediterraneo. Un’occasione di riscatto e un potenziale occupazionale di 100.000 posti in 7 anni: lavoro vero e non ‘nero’ come quello che ha prodotto il reddito di cittadinanza. Basta con le teorie false e miopi degli ambientalisti che hanno sempre ostacolato tutto e che fortunatamente non c’erano quando furono costruite le piramidi. Oggi, con il dl Ponte, scriviamo una pagina di storia e disegniamo concretamente il futuro della Sicilia, del Mezzogiorno, dell’Italia e dell’Europa”.

Dafne Musolino: Governo dimostri di volerlo realizzare

Sud chiama Nord è da sempre per la costruzione del Ponte dello Stretto, da quando molti che oggi si dicono a favore erano i principali oppositori dell’opera, tirando in ballo alibi inaccettabili per indirizzare le risorse altrove e lasciare nel sottosviluppo le infrastrutture siciliane. Per noi allora il tema non è è ponte sì/ponte no, ma ponte come, con quali risorse e quale coinvolgimento dei territori.”

Così in aula la senatrice di “Sud Chiama Nord” e vicepresidente del Gruppo per le Autonomie, Dafne Musolino.

“In questo senso, il Provvedimento ha più ombre che luci. Pensiamo soprattutto al fatto che nel decreto non c’è nessuna indicazione sul dove, come e quando verranno reperite le risorse. Un fatto che alimenta e rende legittime una serie di speculazioni sull’effettiva volontà di realizzare l’opera: lavori avviati e non conclusi, con un territorio nel frattempo devastato, sarebbero un fatto di inaudita gravità.

Ma pensiamo anche all’incomprensibile esclusione dei sindaci di Messina e Villa San Giovanni dal CDA della neocostituita Società Ponte dello Stretto, quando la loro presenza avrebbe aiutato al confronto sulle numerose questioni che con gli anni dovranno essere affrontate.

Sindaci che – ha sottolineato – possono svolgere un importante lavoro di raccordo con i cittadini e che invece vengono chiamati solo a garantire gli aspetti logicistici e infrastrutturali per la realizzazione dell’opera, a partire dal passaggio dei mezzi pesanti che, tra l’altro, movimenteranno un milione di metri cubi di terre da scavo. Il tutto senza che un solo euro venga previsto nel decreto per queste incombenze e per ridurre il più possibile i disagi per i cittadini.

Un’opera così importante non può essere impostata senza certezza nelle risorse e con una postura provocatoria nei confronti del territorio. Come esponente di “Sud Chiama Nord” esprimerò quindi un voto favorevole per coerenza con la nostra storia, ma anche come sfida nei confronti del Governo: dimostri davvero di voler realizzare il Ponte. Noi vigileremo rigorosamente e senza sconti, nell’interesse di Messina e di tutta la Sicilia.”